Kurdistan: il genocidio degli Ezidi

Gli Ezidi sono una piccola popolazione di 500mila persone che vive da secoli prevalentemente nel nord Iraq. Nel 2014 sono stati vittime di una campagna dell’Isis tesa a sterminarli come gruppo etnico. 5mila sono stati uccisi, 7mila sono stati rapiti, 100mila sono arrivati in Europa, 350 mila sono stati costrette all’esodo. Se questo non è genocidio! Ma il mondo tarda a riconoscerlo.

Mio zio Abdullah Öcalan

Una testimonianza intensa e toccante della nipote di Abdullah Öcalan: «Tutta la mia vita ho sentito parlare di mio zio ma non ho potuto conoscerlo di persona. Non ero ancora nata quando è andato in esilio in Siria. Con lui il mio popolo è diventato consapevole e fiero della propria identità e ha cominciato a conoscere la propria lingua e le proprie tradizioni. Eppure non so se riuscirò mai a vederlo e a parlargli».

Turchia: il processo al Partito Democratico dei Popoli e l’indifferenza dell’Europa

Con il “processo Kobane”, in corso nel carcere di Sincan ad Ankara, Erdogan cerca di cancellare, prima delle elezioni del maggio prossimo, il Partito Democratico dei Popoli (HDP), colpevole di difendere i diritti dei kurdi e di avere incitato a sostenere Kobane contro gli attacchi dell’Isis. Ma, nonostante le condanne della Turchia da parte di molte organizzazioni internazionali, l’Europa resta indifferente.

“Tempo di speranza”: una campagna per la liberazione di Abdullah Öcalan

Abdullah Öcalan (Apo), per milioni di kurdi la speranza, la voce che guida nella difesa dell’identità e della vita, è imprigionato da 23 anni nel carcere di massima sicurezza di Imrali in assoluto isolamento. A nulla sono valse le campagne per la sua liberazione, anche per il sostegno degli Stati Uniti al Governo turco. “Tempo di speranza” è una nuova campagna per la sua libertà.

Jin Jiyan Azadì: donna, vita, libertà

Jin Jiyan Azadì è il grido che sta incendiando le città iraniane dopo l’uccisione di Mahsa Amini e con cui le combattenti kurde del Rojava, dopo aver sconfitto le orde del Califfato, resistono all’aggressione turca. La tenacia delle donne kurde è il frutto di una cultura millenaria vivificata, oggi, dal pensiero di Abdullah Öcalan e dalla pratica del confederalismo democratico.

Turchia. Un genocidio all’ombra della Nato

Mentre si schierano in armi in difesa dell’Ucraina, invasa dalla Russia, l’Occidente e l’Europa sono complici attivi del genocidio del popolo kurdo da parte del regime turco (realizzato anche attraverso l’occupazione di parti di Stati sovrani come l’Irak e la Siria). Ma la Turchia fa parte della Nato e la geopolitica interessa più dei diritti e delle libertà dei popoli.