Tempeste politiche e lampi di guerra

Le miserie della politica italiana (che ha visto nei giorni scorsi la nascita di un nuovo partito personale e altri movimenti a dir poco bizzarri) si accompagnano a una situazione internazionale piena di tensioni nella quale si sovrappongono incerte prospettive, instabilità e guerre in atto con rischi di ulteriore espansione.

Quale politica estera dopo Salvini?

Nel Governo appena defunto anche la politica estera è stata condizionata dal bulimico vicepremier Salvini, ed è stata una politica dilettantesca e fallimentare, alla ricerca del contemporaneo gradimento di Putin e di Trump anche contro i nostri interessi nazionali. Cosa farà il nuovo Governo? Le premesse non sono incoraggianti.

Se infuriano i venti di guerra

Un anno fa la fuoriuscita unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo del 2015 sul nucleare iraniano ha aperto il rischio di una nuova “guerra del golfo”. Oggi l’Iran, strangolato dalle sanzioni e impossibilitato a vendere il suo petrolio, agita come ultima carta la minaccia nucleare. Si apre una porta con vista sull’apocalisse.

Da Saddam a Maduro, il delirio dei liberal

L’atteggiamento dei nostri liberal sul Venezuela è a dir poco singolare. Oggi si compiacciono per l’accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e i Talebani (quelli che mozzavano le teste allo stadio di Kabul) e considerano Maduro peggio di Saddam Hussein. È l’esito dell’adesione acritica alle politiche americane, qualunque esse siano.