Quando diritti e libertà non valgono: l’Occidente e il genocidio dei kurdi

Mentre l’Occidente si indigna e si commuove (giustamente) per i bombardamenti sull’Ucraina e invia armi a Kiev, in Siria e in Iraq si consuma il tentativo di annientamento del popolo kurdo da parte di Turchia e Iran. Il silenzio delle cancellerie di Europa e Stati Uniti mostra l’ipocrisia della proclamata intangibilità di diritti e libertà che o valgono per tutti o, semplicemente, non esistono.

Greta e i Curdi: «Le nostre lotte non sono scollegate»

L’ecologismo autentico, inteso come cura del creato nella sua unitarietà, si salda con le lotte per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Lo dice, ancora una volta, Greta Thunberg partecipando alle manifestazioni indette in Svezia in solidarietà alla donne e al popolo curdo. «Jin jiyan azadi» («donna, vita, libertà») è il necessario complemento di «Svegliatevi, la nostra casa, la Terra, brucia!».

La sua colpa? Era curda e libera

Mahsa Amini aveva 22 anni ed è morta a Teheran per le percosse e torture ricevute. In realtà il suo nome era Jina, ma una giovane curda come lei non aveva diritto all’identità. Era stata arrestata per avere portato il velo in modo “scorretto”. Oggi, per lei e per la libertà del suo popolo, proteste e scioperi percorrono l’Iran e la repressione ha già provocato alcuni morti.

Stranamore

Israele è “il dottor Stranamore”

Israele, che non ammette neppure di condurre test nucleari, possiede tuttavia circa 400 testate che può lanciare con missili, aerei e sottomarini. Per questo si può dire che oggi sia il dottor Stranamore del Medio Oriente. Anche se nessuno, né nemici né tantomeno amici, dice nulla, nell’imminenza della Conferenza sul Trattato di non proliferazione.

Tempeste politiche e lampi di guerra

Le miserie della politica italiana (che ha visto nei giorni scorsi la nascita di un nuovo partito personale e altri movimenti a dir poco bizzarri) si accompagnano a una situazione internazionale piena di tensioni nella quale si sovrappongono incerte prospettive, instabilità e guerre in atto con rischi di ulteriore espansione.

Quale politica estera dopo Salvini?

Nel Governo appena defunto anche la politica estera è stata condizionata dal bulimico vicepremier Salvini, ed è stata una politica dilettantesca e fallimentare, alla ricerca del contemporaneo gradimento di Putin e di Trump anche contro i nostri interessi nazionali. Cosa farà il nuovo Governo? Le premesse non sono incoraggianti.