Sulla guerra, sul potere, sul nostro tempo. Intervista a Ida Dominijanni
“Il potere che ci sovrasta è inguardabile, minaccioso, eticamente ripugnante. Contrastarlo è difficile: bisogna cambiare lenti, rovesciare la prospettiva del racconto dominante, guardare la realtà dal punto di vista degli sconfitti. E e posizionarsi ai margini, sui confini, perché è lì, non dentro gli Stati, che si gioca il cambiamento. Solo dai confini, infatti, può, forse, essere reinventato un nuovo internazionalismo dal basso”.
