Ritorno al futuro

I giovani di Fridays for Future riprendono la parola e lanciano una campagna per uscire dalla crisi prodotta dall’epidemia. Ci vuole un “ritorno al futuro” con un colossale piano di investimenti pubblici sostenibili che portino benessere e lavoro per tutti. Non possiamo permetterci di tornare al passato. È la nostra ultima occasione.

Cambierà tutto? Uhm

Penso che non cambierà nulla. Più poveri, molti parecchio più poveri, continueremo a consumare per produrre: è la legge cui ci hanno sottomesso. E tuttavia qualcosa comunque si potrebbe tentare: per esempio tagliare le spese militari, ripopolare terre incolte e borghi abbandonati, praticare la solidarietà attiva e pensare diverso.

E i morti per inquinamento?

Il Coronavirus uccide. Ma uccide anche l’inquinamento. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente nella sola Italia muoiono ogni anno per le polveri sottili circa 80.000 persone. Quando il virus sarà debellato (e sperando che non ritorni) ci occuperemo anche di loro? O resteranno nel dimenticatoio?

La città vivibile e la “mobilità dolce”

Non c’è solo l’inquinamento. L’automobile è la prima causa di morte, nel mondo, per le persone tra i 5 e i 29 anni. La risposta non può che essere una: devono circolare meno auto private, mentre va radicalmente cambiato il modello culturale e incentivato l’uso della bici e la crescita della mobilità pedonale.

TAV, no grazie

Il progetto economico e politico sottostante al TAV Torino-Lione non è la soluzione della crisi che attraversa Torino ma ne è una parte. Per questo dire di no alla sua realizzazione significa tutelare l’ambiente e la salute e, insieme, aprire un nuovo capitolo di ripresa sobria, sostenibile e duratura.