Giobbe e la Shoah

Dopo Auschwitz si ha il dovere di dubitare anche delle figure più insospettabili. Persino di Giobbe, simbolo della sofferenza e dell’ingiustizia subìta. Perché spesso quest’ultima e l’ingiustizia agìta si intrecciano. Come quando, ritenendoci giusti ed essendo considerati tali, con il nostro disimpegno e il nostro disinteresse perpetuiamo l’ingiustizia, magari inconsapevolmente, nei confronti degli altri.

Il Natale e la speranza: attendersi l’inatteso  

La lieta novella del Natale è che siamo nati: che siamo qua, che possiamo agire contro «la naturale rovina» del mondo. Una pausa nell’amarezza per quel che facciamo al pianeta e al genere umano. Un conflitto aperto contro tutta l’ingiustizia che sfigura la bellezza del mondo e dell’umanità. Un’occasione per tornare ad assumere lo sguardo dei bambini: candido e concretissimo insieme.

Natale ci riguarda

Natale è un diventato, nel tempo, una festa dolciastra, sedativa, conformista, impotente. Oggi, in quest’anno di angoscia e in questo mondo pieno di ingiustizie, è possibile capire, nostro malgrado, che non stiamo contemplando una scenetta ma che Natale ci riguarda, che siamo chiamati in causa e che possiamo diventare protagonisti.

«Penso a Dana rinchiusa in quei cubicoli»

Dalla detenzione domiciliare Nicoletta scrive a Dana e il messaggio percorre i social: «Conosco il tuffo al cuore che si prova quando, dietro di te, vengono chiusi i cancelli e sei scortato lungo i corridoi, tra due file di celle. Ma so la tranquilla determinazione di Dana e la sua consapevolezza di star pagando per una causa bella e giusta».