Il mondo brucia

La temperatura ha raggiunto nel nostro Paese punte di 48,8 gradi e il Sud e le isole bruciano. Lo stesso accade in Grecia, in Algeria, in Turchia. Non sono eventi eccezionali ma lo scenario abituale dei prossimi anni se non si interviene, subito, per abbattere le emissioni di CO2 in atmosfera. Ma i potenti della Terra restano inerti.

Se vogliamo sopravvivere, impariamo dalla natura

Mantenersi adattabili invece di specializzarsi, diffondere invece di accentrare, essere flessibili anziché rigidi, tenere pronte opzioni diverse anziché seguire una sola direzione irreversibile. Sono gli assi vincenti nella partita della sopravvivenza attraverso i millenni. Forse sarebbe il caso di applicarli anche all’economia e all’organizzazione sociale.

L’Australia, tra incendi e disinformazione

L’Australia brucia, da mesi. La bufala raccontata dai negazionisti climatici e dai media filo governativi è che la responsabilità è di giovani piromani, peraltro arrestati in massa. Evidentemente non è così e il problema sta nelle condizioni climatiche estreme e in una siccità risalente. Ma l’importante è trovare un capro espiatorio.

L’Australia brucia, non per caso

6 milioni di ettari in fiamme, 24 persone e 500 milioni di animali morti, 1,8 miliardi di dollari in fumo nella sola Sidney: gli incendi in Australia stanno rivelando il costo e la portata e del riscaldamento globale. Una guerra dichiarata alla Terra che avrà un solo sconfitto certo: l’umanità che ha scatenato quel conflitto.