Le tasse diminuiscono? Sì, per i ricchi, ma aumentano per i poveri

Nonostante la propaganda governativa sostenga il contrario, negli ultimi tre anni le tasse, nel nostro Paese, sono aumentate. Ma non per tutti. La percentuale del totale delle imposte, infatti, aumenta fino al 51% per il 93% dei contribuenti partendo da quelli con redditi più bassi. Invece, per il 7% dei più ricchi, la percentuale scende dal 51% al 33%. Così la progressività fiscale è capovolta.

Viva il Belpaese in cui l’evasione fiscale cresce e si riducono le tasse ai ricchi!

A dirlo è il Ministero dell’Economia e delle Finanze: nel 2022 (anno di insediamento del Governo Meloni) l’evasione fiscale è aumentata di 19 miliardi rispetto all’anno precedente, passando da 82,4 a 101,5 miliardi. L’importo è simile a quello della finanzia in preparazione in questi giorni. L’allegra risposta del Governo è la quinta puntata della sanatoria fiscale e la riduzione delle imposte ai contribuenti più ricchi.

Un nuovo favore agli evasori: il concordato preventivo

Il ministero dell’Economia segnala che il 68,5 per cento di lavoratori autonomi e imprenditori evade, in misura maggiore o minore, l’imposta sui redditi. E cosa fanno Governo e Parlamento? Introducono un “concordato preventivo”, cioè una proposta dello Stato che, ove accolta, metterà il destinatario al riparo da controlli per due anni. Una pacchia per gli evasori! E un danno ingente per lo Stato (cioè per tutti noi).

Chi non vuole l’aggiornamento del catasto?

Ci sono case che 30 anni fa erano di pregio e oggi sono fatiscenti mentre altre hanno acquistato valore. E ci sono immobili che 30 anni fa non risultavano neppure al catasto perché abusivi. Ciò impone di aggiornare i valori catastali. Per restituire razionalità al sistema e far pagare le imposte in modo equo (qualcuno di più, qualcuno di meno). Perché, dunque, opporsi?

Fisco & debito

La promessa di tagliare le tasse è la carta principale (apparentemente vincente) di ogni campagna elettorale, a destra come a sinistra. Non importa se a scapito della giustizia sociale. Eppure esistono letture della realtà e proposte alternative a quelle dominanti. Lo dimostra un recente accurato dossier dell’Associazione CADTM Italia.