Vendola e l'Ilva

Le spine di Nichi

L’Ilva ha prodotto una catastrofe immane, in primo luogo per la città di Taranto e per i suoi abitanti, ma anche per la sinistra (politica e sindacale) nella sua incapacità di superare il produttivismo industrialista e di scegliere in presenza di un’ecatombe. In questo contesto si colloca la vicenda (umana e politica) di Nichi Vendola. Anche per questo è importarne parlarne.

Ilva: No alla licenza di uccidere

Lo “scudo penale” che pretende ArcelorMittal, è un’aberrazione giuridica inaccettabile in un ordinamento moderno, chiesta da parte di un gruppo industriale che in sovrappiù pretende la testa di 5000 operai. Padroni così è meglio perderli che trovarli. Nazionalizzare, bonificare, riconvertire sono le soluzioni.

ILVA, un precedente degli anni Ottanta

Massa, anni ’80: una vicenda assai simile a quella dell’ILVA. Riguardava un’azienda chimica di proprietà Montedison, la FARMOPLANT, di cui si tentò una conversione produttiva con bonifica dell’area. La cosa non riuscì: perché in situazioni del genere non si può prescindere dal ruolo dello Stato anche attraverso nazionalizzazioni.