Un fratello maggiore, le storie e un sorriso sornione

Guccini è stato qualcosa di più di un grande cantautore. È è stato un uomo onesto. Con se stesso e con chi lo seguiva. Uno che l’eskimo non se lo è mai tolto e che quando lo portava l’ha fatto con saggezza e umiltà. Ha saputo essere contro corrente in modo anche sornione, mai urlato, in un’epoca in cui molti gridavano slogan estremisti di moda allora, per poi finire belli belli a occupare quelle poltrone che volevano abbattere.

Il comodo rifugio della pazzia

Davanti a un crimine efferato abbiamo una frase pronta: “È pazzo”. Ma si tratta di una scorciatoia fuorviante, di un sedativo per le nostre coscienze, che serve a isolare “il mostro” e a considerare il mondo innocente. Mentre la domanda dovrebbe essere: quale intreccio di elementi ha reso possibile quel gesto? Che parte vi hanno avuto, il carattere, il contesto, le relazioni, le idee, le occasioni, le omissioni, i calcoli, le fantasie, i rancori?

Libertà vigilata

Secondo l’articolo 21 della Costituzione “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. Ma non la pensano così le istituzioni torinesi, intervenute pesantemente per impedire una conferenza del prof. Angelo d’Orsi su russofobia e russofilia, dimenticando che, in un sistema democratico, le idee, anche le più eterodosse, si confrontano, si discutono e, se del caso, si contestano ma non si censurano preventivamente.