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G7 2023: esercizi di occultamento della realtà

Dal 19 al 21 maggio si è svolto a Hiroshima l’incontro dei paesi del G7: teso, nelle intenzioni dichiarate, a definire le condizioni per un futuro sostenibile, è stato, a ben guardare, un’arrogante e acritica riaffermazione dello status quo. Gli interventi dei capi di Stato e il documento finale sono un accurato occultamento della realtà e delle responsabilità per i disastri che affliggono l’umanità, dalla mancanza di cibo alla guerra.

77 anni dopo Hiroshima in un pianeta in fiamme

È uno tra i più pericolosi dei 77 precedenti, questo anniversario dello sgancio delle bombe atomiche statunitensi su Hiroshima e Nagasaki. Prima la guerra in Ucraina e poi l’escalation della tensione tra USA e Cina intorno allo status di Taiwan ci stanno riportando all’amara realtà del possibile uso di armi atomiche in un conflitto armato. C’è un’alternativa: la cancellazione delle armi nucleari dalla faccia della terra.

Da Hiroshima a Beirut

Il settantacinquesimo anniversario della strage atomica di Hiroshima (con 140.000 morti e sofferenze inenarrabili per i sopravvissuti) è coinciso con la terribile esplosione nel porto di Beirut. La pericolosità degli esplosivi e delle testate nucleari è evidente. Quando se ne renderanno conto la comunità internazionale e l’Italia?

La vera pace è disarmata

C’è voluto il Papa, a Hiroshima, per denunciare che le spese «per fabbricare, ammodernare, mantenere e vendere armi sempre più distruttive» sono un delitto. Per invertire la tendenza occorre fondare un diritto che detti regole impegnative per tutti, un costituzionalismo mondiale e un sistema di garanzie che lo renda efficace.