Politica, malavita e grandi opere

Le indagini che hanno sollevato il sipario sui rapporti fra politica e malaffare in Piemonte confermano l’intreccio le tra grandi opere, il partito trasversale del cemento e la malavita organizzata. Lo sanno tutti ma nessuno interviene neppure con provvedimenti minimi come vietare il subappalto. Non è certo un caso.

Dissesto del territorio, politici e consenso

Se piove a dirotto una parte della Liguria va sott’acqua e non si contano i danni. Il motivo sta nello scempio del territorio fatto negli anni. La politica ne è ben consapevole ma insiste su nuovi cantieri e nuove Grandi Opere. Perché nel breve termine ciò provoca consenso. Mentre nei tempi lunghi saranno altri a governare.

Il catechismo delle Grandi Opere

Come ogni religione, le Grandi Opere hanno i loro dogmi, le loro verità rilevate, il loro occhiuto clero, le loro dame della carità (le Madamine!), il loro catechismo. E cercano di controllare le coscienze attraverso una ferrea propaganda e l’asservimento della “libera” stampa. Un esempio grottesco va in scena a Firenze.

Le Grandi opere, il TAV e Salbertrand, il paese di mezzo

Salbertrand è un piccolo paese della Val Susa in cui giacciono milioni di metri cubi di rifiuti, probabilmente velenosi, mimetizzati tra ogni sorta di “inerti”, da decenni oggetto di sequestri e dissequestri. Altri se ne vorrebbero aggiungere in quantità smisurata con la realizzazione del TAV. Ma il nuovo sindaco si oppone.

“Verde ma non troppo”

Ormai sui grandi media pubblici e privati è una corsa. «Viva i Fridays For Future»: purché mettano giudizio, rinuncino a parole d’ordine antagoniste e capiscano che solo le grandi multinazionali possono guidarci verso un’economia che deve cambiare ma con gradualità. Insomma, “avanti piano!”. Già visto, tante altre volte…