IL G7 in Puglia: un finto dialogo a copertura del riarmo

Il prossimo G7 in Puglia, apparente incontro di vecchi amici in masseria, punta in realtà a rilanciare la forza e gli armamenti come regola nelle relazioni internazionali. È ben peggio del G8 di Genova 2001 che provocò la ben nota ondata di proteste. Oggi alle contestazioni si sostituisce un finto dialogo, rotto solo da qualche associazione locale. Non sarebbe il caso che le opposizioni e i sindacati battessero un colpo?

La guerra in Ucraina e la crisi dell’ordine occidentale

La globalizzazione a guida USA è in crisi e all’orizzonte si staglia un ruolo egemone della Cina. Di questo processo la guerra in Ucraina è, insieme, un effetto e un acceleratore: un effetto perché a provocarla ha concorso il tentativo degli USA di allargare la propria influenza in Europa; un acceleratore perché le sanzioni avviate nel febbraio 2022 hanno spinto la Russia a lanciarsi definitivamente nel partenariato con la Cina.

Migranti. Respingere significa uccidere

Dobbiamo ripeterlo: le singole morti, i singoli naufragi non sono altro che i tasselli attraverso cui si attua una politica concordata tra i Governi dell’Occidente. Per noi, per i nostri Governi i migranti sono, nel migliore dei casi, cioè se muoiono nel viaggio, dei vuoti a perdere; nel peggiore, cioè se malgrado tutto arrivano, dei sovversivi che accampano un diritto da noi quotidianamente calpestato: il diritto a vivere.

Geopolitica e lotta di classe

La guerra in Ucraina è la spia di contraddizioni profonde all’interno della borghesia capitalistica transnazionale. La stagione della globalizzazione volge al termine e lascia spazio ai nazionalismi e a uno scontro aperto tra diversi raggruppamenti di economie e di Paesi capitalistici. Ma quel che sembra emergere è anche, nei singoli Paesi, un conflitto, che può essere decisivo, di quella borghesia con altre classi sociali

Appunti sul “fascismo storico” e quello attuale

La destra vittoriosa nelle recenti elezioni politiche non è la fotocopia del fascismo storico, ma nelle mutate condizioni sociali e politiche neppure Mussolini e Italo Balbo userebbero oggi la pratica violenta e la retorica nazionalista di cento anni fa. Restano gli stessi interessi materiali sottostanti e una visione altrettanto conservatrice nei rapporti economici e sociali e reazionaria nei valori culturali.

Brevetti, farmaci e salute

I riflettori si sono riaccesi sui brevetti farmaceutici, circondati da insuperabili barriere protettive anche in tempo di globalizzazione. La pandemia li rende particolarmente odiosi ma le imprese produttrici rispondono che la ricerca costa. Già, ma oggi la ricerca è in parte consistente finanziata dagli Stati e ancor più potrebbe esserlo.