“Insorgiamo Tour”, i temi sul tappeto

Gli operai della GKN di Firenze hanno iniziato l’“Insorgiamo Tour” in giro per l’Italia. È un’occasione preziosa per fare rete solidale e favorire relazioni politiche e sociali proficue. Ma è anche uno stimolo a riflettere su quel che ci aspetta: un futuro incerto in cui non sarà lo Stato a salvarci e in cui è difficile individuare anche cosa e come produrre.

Multinazionali in Toscana

In Toscana i guasti provocati dalle multinazionali (moderni “padroni del vapore”, lontani e inafferrabili) si toccano con mano. Le vicende di GKN e di Toscana Aeroporti insegnano e dimostrano in modo evidente che una resistenza efficace passa necessariamente dai territori e dalla restituzione di senso e ruolo alla politica (e alla sinistra).

Il lavoro offeso

La situazione del lavoro e dei lavoratori è, nel Paese, drammatica. Non è più tempo di ammiccamenti e compromessi. Occorre, come hanno detto i lavoratori della GKN, costruire «un’unica piazza per le vertenze, le scuole, i precari, i disoccupati di questo paese»: contro le delocalizzazioni, per un salario minimo europeo, fino allo sciopero generale nazionale.

Fermiamo le delocalizzazioni!

Delocalizzare un’azienda in buona salute per aumentare il profitto degli azionisti, magari dopo aver fruito di interventi pubblici di sostegno, non costituisce libero esercizio dell’iniziativa economica privata, ma un atto in contrasto con il diritto al lavoro. È, dunque, dovere dello Stato intervenire con norme vincolanti per arginare questi abusi.

Cronaca da una fabbrica occupata

Una notte alla GKN di Campi Bisenzio, stabilimento chiuso e 422 operai licenziati. Fabbrica occupata e presenze di solidarietà. Negli operai con cui passiamo la notte c’è disillusione, sfiducia. Ma anche un grande spirito di gruppo. Rispetto al capitalismo e alla sua cultura è una specie di alternativa esistenziale. Forse un dato politico da cui ripartire.

La Costituzione e i lavoratori della GKN

Licenziamenti e delocalizzazioni sono la cifra delle “novità” estive in materia di lavoro. Emblematico il caso della GKN di Campi Bisenzio, con 422 lavoratori licenziati e lo stabilimento chiuso nonostante macchinari nuovi e commesse. Ma proprio lì cresce la consapevolezza che quello del posto di lavoro è «un problema collettivo».