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L’ombra dei giudici sulle elezioni degli Stati Uniti

Si avvicinano, negli Stati Uniti, le elezioni del 2024 e a breve inizieranno le primarie. Mai come ora il piano politico si intreccia con quello giudiziario. È un intreccio che coinvolge principalmente Donald Trump, pur in vantaggio abissale sugli altri concorrenti alla nomination repubblicana, ma anche Joe Biden rischia di essere trascinato in vicende giudiziarie che possono fargli perdere il sostegno di non pochi elettori.

Giudici, fascisti, cerchiobottisti

La canea politica e mediatica intorno alla vicenda della giudice catanese Iolanda Apostolico continua. E la maggioranza di governo alza il tiro spingendosi a chiederne le dimissioni o l’allontanamento. La motivazione è che la partecipazione a manifestazioni incrina la terzietà del giudice. Affermazione priva di qualsivoglia fondamento ma diventata ormai un (non disinteressato) luogo comune, anche a sinistra.

Toghe rosse e calzini azzurri

Una giudice, a Catania, assume una decisione sgradita al Governo. La presidente del Consiglio e il ministro Salvini insorgono e la attaccano violentemente sul piano personale. Spunta anche un video che la ritrae in una manifestazione risalente a cinque anni prima. La finalità è chiara: delegittimare la giudice per condizionare i suoi colleghi e creare un clima di consenso a una modifica dello status dei magistrati che ne limiti l’indipendenza.

Stati Uniti. Dopo le sentenze su armi e aborto: c’era una volta la Corte Suprema

Le decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti sul porto d’armi e sull’aborto segnano un punto di non ritorno. La Corte ha scelto di abbandonare il piano tecnico e di scendere direttamente nell’agone politico, così ponendo una pietra tombale sulla sua credibilità come giudice delle leggi e decretando il declino del modello statunitense, associato a un ideale di civiltà giuridica avanzata.

La morte evitabile di Stefano Cucchi, i giudici, il potere

Stefano Cucchi è morto, ucciso dalle botte di chi avrebbe dovuto custodirlo, il 22 ottobre 2009. E ci sono voluti 12 anni e mezzo per arrivare alla condanna definitiva dei carabinieri responsabili. Eppure la genesi di quella morte orribile era chiara fin da subito ed era stata denunciata anche da voci interne alle istituzioni. Ma per troppo tempo, a fianco di chi ha taciuto, c’è stato chi non ha voluto vedere.

Punire i giudici o i marinai?

Punire i marinai o i giudici? o entrambi? Questo il dilemma del nostro presidente del consiglio “ombra” che, fino a due giorni fa, ha nuovamente tenuto in sequestro 115 naufraghi salvati da una nave della Guardia Costiera, tentando, contemporaneamente, di far approvare una riforma della giustizia tesa ad addomesticare giudici e giurisdizione.