Senza riduzione dei consumi il mondo non ha futuro

Siamo arrivati, nostro malgrado, al tempo della riduzione imposta e della competizione feroce per le risorse. Una società che si mangia oltre due pianeti all’anno non ce la possiamo più permettere. Se c’è poca acqua per tutti, tutti devono bere meno. Devono decrescere nei consumi. È matematica, addizione e sottrazione. Fa paura il termine decrescita? Cambiamolo in “parsimonia” ma quella è la strada.

10 proposte per liberarci dal gas

La transizione energetica è l’unica soluzione per uscire dalla dipendenza dal gas di cui stiamo pagando costi elevatissimi. E’ una strada possibile in tempi brevi con interventi adeguati che permetterebbero di ridurre i consumi di gas di 36 miliardi di metri cubi all’anno, tra l’altro sviluppando l’eolico offshore e a terra, il fotovoltaico sui tetti, il moderno agrovoltaico. Basta volerlo e muoversi subito.

Energia, quanto ci costi!

L’impennata dei prezzi delle bollette è dovuta a ragioni geopolitiche e a operazioni speculative sui mercati finanziari. Ma è un fatto che le fonti tradizionali di energia sono limitate e sempre più costose. Per il futuro non ci sono alternative: occorre ridurre drasticamente l’uso di energia e puntare sulle rinnovabili. È possibile, mentre non sono una soluzione né il gas né il nucleare.

Vita reale, bollette, inflazione

L’inflazione e, soprattutto, le bollette di luce e gas galoppano. È una questione di approvvigionamenti e di geopolitica ma non solo. C’è anche la finanza, con le sue dinamiche speculative e le sue aspettative di breve e brevissimo periodo, a guidare i processi economici reali. E c’è il rischio elevato che, ancora una volta, l’aumento dei prezzi faccia crescere il numero degli indigenti.

Missioni militari e “sicurezza energetica”

Un recente rapporto di Greenpeace rivela che nel 2021 circa 797 milioni di euro, pari a due terzi della spesa italiana per le missioni militari, sono destinati a operazioni di tutela della “sicurezza energetica” del Paese, cioè a proteggere le attività di ricerca, estrazione e importazione di gas e petrolio in aree di conflitto (dalla Guinea alla Libia, al Mozambico).

ENI nemica del clima

Se le sue politiche non cambieranno, ENI rappresenta un grave pericolo per il pianeta. Mentre tutto il mondo afferma di voler correre ai ripari contro i cambiamenti climatici, ENI si proietta verso l’espansione delle estrazioni di gas e petrolio e batte il suo record di produzione: 1,9 milioni di barili al giorno nel 2018.