Stefano Valenti, Come farfalla a luglio (Gramma Feltrinelli, 2026)

Un romanzo-cronaca che, 25 anni dopo il G8 di Genova, intreccia testimonianze, interviste e documenti raccolti nel libro bianco del Genoa Social Forum. Il protagonista è Francesco, torturato a Bolzaneto e suicida 10 anni dopo. Un libro che parte dalla brutalità di quei fatti ma non si ferma alla violenza fisica e segue il modo in cui quell’esperienza ha segnato la vita dei sopravvissuti, ben oltre quei giorni di luglio.

Ancora su Genova 2001: le ferite e l’eredità

Genova ci lascia insieme una ferita e un patrimonio. La ferita è quella della repressione, della violenza di Stato, della consapevolezza brutale dei limiti della democrazia quando si confronta con il conflitto radicale. Il patrimonio, invece, è quello di un movimento che ha saputo pensare il mondo in termini globali, che ha anticipato temi decisivi e che ha lasciato strumenti politici e culturali a molti dei movimenti venuti dopo.

Genova, la nostra storia

Ci sono eventi che segnano le vite delle donne, degli uomini e di un intero Paese. Per la mia generazione il riferimento naturale è la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Poco più di trent’anni dopo, i fatti di Genova del 19-22 luglio 2001 hanno di nuovo segnato un’epoca e le generazioni che la abitavano. Ripercorrere quegli eventi è necessario, non solo per ricordare ma anche per andare avanti.

L’informazione alla prova di Genova

Il G8 di Genova è stato per il nostro sistema dell’informazione un momento di svelamento. Sono venute a galla alcune delle sue tendenze più profonde: l’organicità ai poteri politici, la vicinanza alle forze di polizia, la diffidenza verso i movimenti sociali, la scarsa attitudine a mettere in discussione le scelte degli apparati. Ma, insieme, è emerso un giornalismo dal basso che ha aperto nuovi orizzonti per l’informazione.

Attualizzare Genova? Un’esperienza

Perché in centinaia di migliaia raggiunsero Genova, in quell’estate torrida, anziché andare in vacanza? Questa domanda mi spinse, giovanissima, a cercarne le ragioni e, poi, a prendere un treno e ad andare a Genova. Da allora, ogni anno, le iniziative di luglio sono una tappa obbligata per cercare di ribaltare una narrazione che vorrebbe rendere gli oppressi colpevoli dell’oppressione.

Al G8 di Genova non avevo ancora tre anni…

Nel luglio 2001 non avevo ancora tre anni. Mesi dopo, andando all’asilo, ho chiesto alla mamma di attraversare il marciapiede per non passare davanti a un commissariato di polizia. Così Genova – conosciuta attraverso i racconti dei miei genitori – mi ha segnata, offrendomi, poi, lenti di comprensione del conflitto sociale e della sua repressione. Ma per chi non ha avuto racconti diretti i fatti di Genova sono, spesso, sconosciuti.

Genova 22 anni dopo. La memoria, i processi

Alcuni anniversari sono più uguali di altri. Il ventiduesimo del G8 di Genova è il primo che si celebra senza che qualcuno sia in carcere o sotto processo per le manifestazioni di quei giorni. La memoria giudiziaria del G8 e delle sue giornate ha così trovato una sua conclusione, ma il resto dei fili resta confuso in una sequenza disordinata di udienze, carte investigative, interrogatori, sentenze.

Genova. No, non siamo reduci

A Genova, nel luglio del 2001 si riunivano gli “otto grandi” per esibire le proprie certezze, la promessa di un pianeta in continuo progresso grazie al dominio del profitto, della finanza, della crescita infinita. Allora apparentemente siamo stati sconfitti. Ma avevamo ragione noi e oggi è sempre più chiaro che bisogna cambiare rotta per uscire dall’incubo della guerra infinita e del disastro climatico.

Genova 2021: quelle torture impunite

A 20 anni dal G8 di Genova gli operatori di polizia responsabili di violenze e torture sono rimasti di fatto impuniti anche sul piano disciplinare. E ciò nonostante le richieste di interventi adeguati dei competenti organismi europei. Chiamati a scegliere tra un possibile conflitto con gli apparati di polizia e la violazione della Costituzione, i Governi hanno scelto la seconda alternativa.

Genova

Ho visto Genova due volte

A Genova nel 2001 è stato soffocato in culla un embrione di futuro. I rappresentanti di una sovranità in estinzione hanno imposto con la violenza e la tortura il proprio modello fallito, stroncando nelle aule della Diaz e nelle celle di Bolzaneto la volontà di cambiamento di una generazione innocente. Di quel crimine paghiamo ancora oggi il prezzo.