Colorare il Canal Grande non è reato

Mentre lobbisti e petrolieri dominano le Conferenze previste per imporre agli Stati la decarbonizzazione dell’economia, i governi criminalizzano gli attivisti che manifestano con gesti eclatanti per richiamare l’attenzione su inquinamento e cambiamenti climatici. Anche in Italia, come denuncia una petizione, oggi online, rivolta ai vertici delle istituzioni.

La “causa del secolo” per salvare il Pianeta

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, diverse articolazioni della società civile, analogamente a quanto accaduto in 40 paesi nel mondo, hanno citato in giudizio lo Stato italiano chiedendo al Tribunale di Roma di condannarlo ad assumere le iniziative necessarie a contrastare seriamente il cambiamento climatico. Finalmente!

Ritorno al futuro

I giovani di Fridays for Future riprendono la parola e lanciano una campagna per uscire dalla crisi prodotta dall’epidemia. Ci vuole un “ritorno al futuro” con un colossale piano di investimenti pubblici sostenibili che portino benessere e lavoro per tutti. Non possiamo permetterci di tornare al passato. È la nostra ultima occasione.

“Verde ma non troppo”

Ormai sui grandi media pubblici e privati è una corsa. «Viva i Fridays For Future»: purché mettano giudizio, rinuncino a parole d’ordine antagoniste e capiscano che solo le grandi multinazionali possono guidarci verso un’economia che deve cambiare ma con gradualità. Insomma, “avanti piano!”. Già visto, tante altre volte…

Friday for Future, e poi?

È passata una settimana dal Friday for Future che ha visto una marea di ragazze e ragazzi riempire le piazze e le strade del mondo per contrastare riscaldamento globale e cambiamenti climatici. Che fare ora? Come passare dalla prospettiva generale alla definizione, qui e ora, di obiettivi intermedi e concreti? Il primo passo è l’apertura di un dialogo e di un’interlocuzione, rispettosi e non strumentali, con il movimento.