The father. Nulla è come sembra

“The father” di Florian Zeller, vincitore di due premi Oscar, è il ritratto di un anziano affetto da demenza senile proposto nella sua quotidianità, nel doloroso rapporto con la figlia, nell’angoscia e nel disorientamento suoi e di chi gli sta intorno. Un film di grande intensità in cui svetta un monumentale Anthony Hopkins.

Lavori in Corto. Restiamo umani

Sono passati 10 anni dalla scomparsa di Vittorio Arrigoni, reporter e attivista per i diritti umani. Per ricordarlo l’Associazione Museo Nazionale del Cinema gli dedica, con il titolo “Restiamo umani”, l’ottava edizione del concorso “Lavori in Corto”, riservato a giovani registi per film e audiovisivi sul tema della solidarietà e dei diritti (praticati o negati).

«Est – dittatura last minute»

Sono gli ultimi mesi del 1989. Un viaggio da Cesena verso l’Est Europa è, per tre ragazzi, un percorso di maturazione personale e politica. La “verità” e l’onestà del racconto cinematografico non bastano a salvarlo dalle sue debolezze: su tutte la mancanza di nerbo e la difficoltà di andare oltre la superficie delle cose.

«Quella notte a Miami»

Una notte trascorsa insieme da quattro icone black come Cassius Clay, Malcolm X, Jim Brown e Sam Cooke. A confrontarsi sull’America, sul razzismo, sul loro ruolo. “Quella notte a Miami” è questo: un film intenso, anche sull’amicizia, guidato dalla regia sicura di Regina King, padrona di spazi, geometrie e profondità.

“Il buco in testa”

“Il buco in testa” di Antonio Capuano è un film di grande intensità emotiva che esplora un incontro. A Milano, nel 1977, un vicebrigadiere di polizia viene ucciso in una manifestazione da un colpo di pistola. 30 anni dopo sua figlia sceglie di incontrare il responsabile di quella morte. E la vicenda, da individuale, diventa collettiva.

Borat 2 – Seguito di film

Come il suo precedente del 2006, diventato un cult della satira e della comicità, Borat 2 di Jason Woliner è un “falso documentario” che, tra satira e provocazione non sempre riuscita, mette alla berlina gli atteggiamenti sociali e culturali dell’America profonda in cui l’essere libertari assume toni retrogradi e reazionari.

Roubaix – Una luce nell’ombra

“Roubaix – Una luce nell’ombra” del regista francese Arnaud Desplechin è un noir sui generis in cui il rapporto verità/finzione e il contesto di una città in bilico tra passato e presente (quasi un personaggio a sé) si intrecciano con i volti, gli stati d’animo, i sentimenti dei protagonisti in una tensione sempre più implacabile.

«Cosa resta della rivoluzione»

Un film avvincente. Un bilancio dell’eredità ricevuta dalla generazione del ’68, di cui restano – ahimè – solo “libertà e perline colorate”. Un grande vuoto. Non resta nulla della rivoluzione. L’eredità dei padri è stata tradita. Ma da qui nasce una nuova voglia di ribellarsi, prima di tutto alzando la testa e guardando il mondo dritto in faccia.

“La morte di un burocrate”

Tra le riproposizioni più interessanti della XXXIV edizione del festival “Il Cinema Ritrovato” c’è “La morte di un burocrate” del cubano Tomas Gutierrez Alea, satira sulla burocrazia ricca di influenze della comicità muta e di presagi funebri, dove convivono Jacques Tatì, Stanlio&Ollio, Luis Bunuel e Ingmar Bergman.