Memorie di un assassino

Secondo film del regista di “Parasite”, “Memorie di un assassino” è ambientato in un villaggio rurale della Corea del Sud sconvolto dall’uccisione di alcune ragazze. Un poliziesco sui generis, nel quale le indagini sono l’occasione per fotografare la trasformazione e le contraddizioni di una cultura e di un intero Paese.

Odio l’estate

“Odio l’estate”, ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, di nuovo diretti da Massimo Venier, è una pièce divertente ma più vicino alla commedia che al comico. Opera malinconica, ben dosata e costruita, non è solo probabilmente il miglior film del trio degli ultimi 20 anni, ma uno dei loro migliori in assoluto

1917

Kolossal “caldo” e denso, il film che Sam Mendes ha dedicato alla Prima Guerra Mondiale è la vicenda, carica di simboli, di due soldati inglese alle prese con una missione nella terra di nessuno. Non tutto torna, ma, al netto di qualche caduta e scorciatoia, il risultato è innegabilmente d’impatto ed emozionante.

Hammamet

In “Hammamet” scorrono gli ultimi mesi di vita di Bettino Craxi. Ma sbaglierebbe chi vi cercasse una cronaca, una rilettura politica, un giudizio. Gianni Amelio sceglie una strada diversa e tratteggia il ritratto intimo di una decadenza e di un potere smarrito, di una sconfitta e di una marginalità mai accettate.

TOP 20. Un anno al cinema (e su Netflix)

Il 2019 è stato un anno intenso, un’ottima stagione cinematografica. Difficile, e inevitabilmente soggettivo, stilare una classifica dei 20 film più interessanti. Eccoli comunque – pur con qualche inevitabile omissione – da “Vice – L’uomo nell’ombra” di Adam McKay a “Burning” del coreano Lee Chang-dong.

The Irishman

“The Irishman” di Martin Sorsese, racconto di sé di un sicario di mafia, riecheggia il capolavoro di Sergio Leone “C’era una volta in America”. Entrambi sono sconsolati e pervasi da un senso di sconfitta ma “The Irishman” è più sommesso e asciutto nel decretare la fine di una storia personale e collettiva.

Parasite

Vincitore della Palma d’Oro all’ultimo festival di Cannes, e in Italia preventivamente celebre anche per la presenza nella colonna sonora di “In ginocchio da te” di Gianni Morandi, “Parasite” del coreano Bong Joon-ho è una spietata e torva farsa macabra, ricca di riferimenti alla contemporaneità e di chiari sottotesti politici.