Bergamo Film Meeting

Anche nella 37ª edizione, il Bergamo Film Meeting si è confermato un punto di riferimento importante per la scoperta, la riscoperta e la mappatura del cinema europeo, passato e contemporaneo, celebrato o più nascosto, anche grazie alla vastità delle offerte suggerite dalle varie sezioni.

La paranza dei bambini

“La paranza dei bambini”, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, non racconta una storia vera ma riproduce fedelmente la realtà dei “baby boss” napoletani. Con grande efficacia, pur rimanendo a metà del guado tra un realismo “puro” e una rielaborazione più intima, allegorica e visionaria.

Il corriere – The mule

Spente le sue 88 candeline, Clint Eastwood torna con un altro prezioso film, da lui diretto e interpretato. “Il corriere – The mule” è un film struggente e coriaceo, duro e tenerissimo, il cui protagonista è l’ennesimo personaggio variazione della icona dell’autore e, insieme, del mito americano.

«Il gioco delle coppie»

Un film leggero – quest’ultimo lavoro di Olivier Assayas – ma non vacuo, a metà strada tra la malinconica, apparente leggerezza di Eric Rohmer e la brillantezza amarognola di certo Woody Allen: un quintetto di protagonisti, ma, soprattutto, un flusso di considerazioni, confessioni, ragionamenti simile a quello dei social.

«Vice – L’uomo nell’ombra»

Una biografia feroce, continuamente in bilico tra l’assurdo e il tragico, quella di Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti durante la presidenza di Bush jr., realizzata da Adam McKay. Una biografia nella quale la figura dell’uomo forte della politica della destra americana si trasforma in una metafora del potere.

«La donna elettrica»

“La donna elettrica” di Benedikt Erlingsson è una curiosa commedia, gentilmente surreale, ambientata nelle immensità paesaggistiche islandesi, che ha come protagonista una stravagante ecoterrorista di mezza età e come filo conduttore il rapporto dell’uomo con la natura e i suoi aspetti più ambigui e problematici.

«Roma»

Questo film di Alfonso Cuarón, ambientato a Città del Messico e girato con il consueto virtuosismo stilistico in un luminoso e terso bianconero, è un affresco autobiografico dell’infanzia ricco di una sofisticata valenza politica centrata sul ruolo della donna.