Destra estrema: simboli, corpi, rituali. Un reportage

«Sono stato nelle strade, dove la galassia della destra estrema si muove in formazione militare, agita piazze e periferie, fomentando le rivolte contro Rom e immigrati. E sono stato nei raduni in capannoni fuori dalle grandi città del nord, con una colonna sonora di musica hardcore, dura, urlata, sparata ad altissimo volume». L’esito è, ora, una mostra fotografica di grande intensità allestita a Brescia.

Antisemitismo e critica di Israele: di cosa parliamo?

Sul termine antisemitismo si giocano partite rischiose. Il meccanismo che si sta attivando è simile a quello che riguarda l’abuso della parola terrorismo, impiegata per squalificare qualsiasi forma di opposizione all’ordine dominante. Allo stesso tempo i richiami a un antisemitismo da polemica televisiva depotenziano l’opposizione all’antisemitismo sempre più aggressivo di gruppi fascisti e nazisti.

Occorre reagire. Non possiamo aspettare ancora

Il 25 aprile è appena trascorso, ma l’antifascismo – ci ricorda Gastone Cottino nel piccolo e prezioso volume “All’armi son fascisti!” – deve essere pratica quotidiana. La continuità tra il fascismo di ieri e il fascismo di oggi è nelle cose, nei simboli, nelle ascendenze ma ancor più negli interessi rappresentati. Occorre esserne consapevoli e reagire. Subito, perché non possiamo aspettare ancora.

Il nostro 25 aprile in due libri

Giorno dopo giorno, la matrice fascista del partito di maggioranza e della cultura politica della presidente del Consiglio diventa più chiara. Perché sempre meno dissimulabile, ma anche sempre meno dissimulata. Due libri recenti, di Luca Casarotti e di Gastone Cottino, ce lo segnalano con precisione mettendoci in guardia contro i pericoli che sono alle porte e ricordandoci che il 25 aprile è un giorno di scelte.

I fascisti a volte ritornano, anzi non se ne sono mai andati: il caso di Guido Paglia

La campagna per la fascistizzazione della Rai ha riportato i riflettori sulla figura di Guido Paglia, già socio fondatore di Avanguardia nazionale, collaboratore dei servizi segreti, onnipresente nelle vicende del terrorismo nero. Aveva ragione Umberto Eco: il problema non è che i fascisti a volte ritornano, è che non se ne sono mai andati.

Fosse Ardeatine: una memoria che parla di conflitto

La strage delle Fosse Ardeatine sta alla base della nostra Costituzione. 80 anni dopo, con il fascismo autore di quella strage di nuovo al governo del Paese e con la Costituzione calpestata, dare un senso al ricordo significa riconoscere il modo in cui il fascismo si mostra, nella sua elementare essenza: il nudo dominio di chi ha il potere su chi non ce l’ha. E, poi, scegliere da che parte stare.