Calcio. La nuova frontiera degli ultrà

Gli ultrà del calcio sono un movimento composito. E c’è, in una sua parte, una deriva criminale contigua a mafie, fascismo, razzismo, xenofobia. Lo documenta Daniele Poto in un dossier che spazia dagli “irriducibili” della Lazio ai gruppi milanisti e interisti, dalla curva sud dello Juventus Stadium al legame tra camorra e tifoseria organizzata del Napoli.

Lo spettro del fascismo che si aggira per l’Europa

Il clima sociale si sta riscaldano e molti (non solo i fascisti di Forza Nuova) soffiano sul fuoco di un conflitto assurdo e irrazionale. Come nel 1919 il mito della “vittoria mutilata” costituì un volano per l’avvento del fascismo, così oggi il mito della “dittatura sanitaria” può essere un veicolo per il successo di forze politiche che vogliono smantellare le conquiste della democrazia.

Perugia: «Il fascio non ce lo lascio!»

A Perugia, nel Mercato coperto, sono stati restaurati e messi in bella mostra due fasci littori: non opere d’arte ma simboli del fascismo, riesumati dopo 70 anni. La reazione delle forze democratiche è stata immediata. È un buon segno, in contrasto con la benevola tolleranza delle istituzioni locali, incapaci di cogliere la pericolosità attuale del fascismo.

Volere la Luna aderisce alla manifestazione antifascista indetta dalla CGIL per sabato 16 ottobre

Scandalizzarsi per la violenza fascista, per l’esposizione di simboli di morte, per i rigurgiti razzisti è necessario ma non basta. Occorrono una mobilitazione e un’azione di contrasto sul piano culturale, scelte politiche tese a realizzare il progetto costituzionale di eguaglianza ed emancipazione, applicazione rigorosa delle leggi che vietano la ricostituzione, in ogni forma, del partito fascista.

Il fascismo è fuori dalla Costituzione

La Costituzione è, nel contempo, un atto di unificazione tra le forze antifasciste e di esclusione del fascismo, della sua idologia e dei suoi metodi. Secondo la nostra Carta fondamentale la contesa politica deve svolgersi «liberamente» e «con metodo democratico». Per questo il fascismo – neo, para o post che sia – non ha diritto di cittadinanza nella Repubblica e non può godere delle libertà costituzionali.

Non arrendersi mai!

Come un secolo fa il Paese è affollato di fascisti dichiarati e di fascisti in doppiopetto. E in troppi assistono a questa deriva indifferenti o compiaciuti. Non abbiamo saputo immettere nella società, a tempo debito, i necessari anticorpi, ma non è mai troppo tardi per reagire. Per farlo dobbiamo capire ciò che siamo stati e ciò che dobbiamo essere; capire e non arrendersi: mai.

Il tredicesimo no. Borgese davanti al fascismo

I professori universitari che rifiutarono di prestare il giuramento al fascismo furono un’infima minoranza: non 12 peraltro, come abitualmente si dice, ma 13. Ad essere dimenticato è Giuseppe Antonio Borgese, professore di Estetica alla Statale di Milano. L’omissione è probabilmente dovuta alla peculiarità della sua vicenda, che è, peraltro, opportuno ricordare.

Noi stiamo con Montanari

Tomaso Montanari è oggetto di una campagna denigratoria per la sua denuncia della fascistizzazione dello Stato in atto. Ciò che non gli viene perdonato è che, in quanto rettore di una Università, non si senta parte dell’establishment culturale e politico dominante. Per questo occorre sostenerlo e chiedergli di proseguire nel suo atteggiamento critico.