Farmaci: la crisi che parte dallo Stretto di Hormuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Il protrarsi della crisi potrebbe, per questo, determinare ritardi negli approvvigionamenti e aumento dei costi.

Farmaci: tra Cina e Usa, l’Europa si ammala

Il settore del farmaco, caratterizzato storicamente dagli alti profitti delle multinazionali, sta attraversando un periodo di grandi turbolenze. La Cina, aprendo nuove piste, sembra andare avanti tranquilla per la sua strada di grande crescita. L’industria europea invece, presa in mezzo tra l’espansione dei cinesi e le politiche ricattatorie degli Usa, rischia di essere travolta.

Brevetti, farmaci e salute

I riflettori si sono riaccesi sui brevetti farmaceutici, circondati da insuperabili barriere protettive anche in tempo di globalizzazione. La pandemia li rende particolarmente odiosi ma le imprese produttrici rispondono che la ricerca costa. Già, ma oggi la ricerca è in parte consistente finanziata dagli Stati e ancor più potrebbe esserlo.

Salute, farmaci, vaccini

L’assemblea dell’OMS in tema di covid-19 non ha prodotto risultati apprezzabili e la ricerca di farmaci-vaccini procede con lentezza e sconta il peso di ingenti interessi economici. Intanto è sempre più chiaro che i farmaci sono solo un pezzo di un intervento che deve avere ad oggetto i diritti e la cura dei soggetti più fragili.