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Colorare il Canal Grande non è reato

Mentre lobbisti e petrolieri dominano le Conferenze previste per imporre agli Stati la decarbonizzazione dell’economia, i governi criminalizzano gli attivisti che manifestano con gesti eclatanti per richiamare l’attenzione su inquinamento e cambiamenti climatici. Anche in Italia, come denuncia una petizione, oggi online, rivolta ai vertici delle istituzioni.

La nuova frontiera della repressione: i fogli di via

A luglio alcuni esponenti di Extinction Rebellion si sono arrampicati sul palazzo della Regione a Torino appendendo lo striscione: “Benvenuti nella crisi climatica: siccità, è solo l’inizio”. La Questura ha risposto con fogli di via immediatamente esecutivi. È la stategia dei decreti sicurezza, la nuova frontiera della repressione sperimentata nei confronti dei movimenti sociali a cominciare dalla Val Susa.

Torino: in mezzo al traffico, per il clima

Contro la crisi climatica ed ecologica, sempre più acuta in tutto il mondo e ignorata nei fatti dai Paesi del G7 (responsabili di un quarto delle emissioni di CO2), attivisti e attiviste di Extinction Rebellion hanno messo in atto una singolare forma di protesta sedendosi in mezzo al traffico fino a rallentarlo o bloccarlo. Anche a Torino.

Extinction Rebellion e il negazionismo climatico

“Extinction Rebellion” è un movimento che, a Londra e non solo, sta occupando le piazze e manifestando, con azioni di disobbedienza civile, per ottenere un reale e concreto impegno del Governo nella lotta contro i cambiamenti climatici. La mobilitazione funziona anche se gli ostacoli sono ancora molti…