Custodia cautelare e condizioni di detenzione in Europa

La relazione sui diritti di indagati e imputati sottoposti a custodia cautelare e sulle condizioni di detenzione trasmessa dalla Commissione Europea al Parlamento e al Consiglio fornisce un’interessante panoramica comparativa dei quadri giuridici e delle pratiche esistenti nei 27 Stati membri, evidenziando carenze (in particolare in punto condizioni di detenzione inadeguate) e buone pratiche.

Cuba ridotta allo stremo e la complicità dell’Europa

Da 66 anni gli Stati Uniti perseguono, per Cuba, «fame, disperazione e rovesciamento del Governo». Dall’inizio del 2026, poi, il blocco degli approvvigionamenti è totale. I cubani vivono ormai con poche ore di energia al giorno, mancano le medicine e la benzina, gli ospedali funzionano in modo intermittente. E l’Europa sottoscrive dichiarazioni in difesa dei diritti ma assiste inerte e complice.

La sinistra italiana e l’Europa. Restare servi o diventare europei

Nel mondo trionfano il suprematismo nazionalista, l’odio per gli immigrati, la negazione dello Stato di diritto, la persecuzione delle minoranze. In questo contesto L’Europa, pur tradendo in buona parte le attese, ha limitato le diseguaglianze sociali (costruendo più robusti sistemi di welfare) e tutelato i diritti individuali. Sta alla sinistra rilanciare un progetto di costituzione per gli Stati Uniti d’Europa.

Europa: liberarsi dal ricatto del debito

Con l’euro l’Italia è entrata in stagnazione: la causa sta nei vincoli imposti dall’euro, in particolare in punto interessi sul debito. Continuando su questa strada è condannata a un progressivo declino. Per liberare risorse è necessario rifiutare il ricatto del debito. Lo si può fare, tra l’altro, con misure appropriate come la trasformazione dei titoli del debito pubblico in titoli a lunghissima scadenza e la loro indicizzazione all’inflazione.

Il nazionalismo non abita a sinistra

L’inadeguatezza dell’Europa, governata dai potentati economici e dal peggior liberismo, sta facendo nascere un nuovo “nazionalismo di sinistra”. È, peraltro, una prospettiva sbagliata. Le disparità da abbattere sono all’interno delle nazioni e solo il progressivo abbattimento delle frontiere può portare a un futuro di pace e di benessere. La sinistra sovranista e nazionalista è un ossimoro. La sinistra è internazionalista o non è.

Idee e progetti per un’altra Europa

L’Europa rischia di essere spazzata via dalle ambizioni geopolitiche degli Stati Uniti (che le hanno delegato un’anacronistica guerra alla Russia) e dalla subalternità della sua leadership. Non si uscirà da questa situazione senza una proposta di alto profilo che miri a fare dell’Europa un luogo di diritti per tutti e con passaggi intermedi ineludibili come una trattativa realistica per la fine della guerra in Ucraina.

“Medioccidente”: una possibile via di salvezza?

“Medioccidente”, ultimo libro di Giuseppe Lupo, è il tentativo di ricreare un angolo di civiltà disegnando dei confini evocativi del nostro presente. Quella a cui guarda Lupo è un’Europa che recuperi il suo senso più profondo nella convinzione che non tutto è perduto anche se qualcosa (molto) è andato storto. La necessità della memoria e il senso del sacro sono i compagni di viaggio dell’autore (e dei lettori).

Centinaia di obiettivi non fanno un programma

Un programma politico non è un semplice elenco di proposte. In esso devono essere indicati, in modo comprensibile, gli obiettivi fondamentali e i passaggi e le alleanze perseguite. In quest’ottica un programma politico di sinistra, nel nostro Paese, dovrebbe essere centrato su tre punti: l’adozione di politiche di pace, l’introduzione di un’imposta patrimoniale e l’impegno a politiche unilaterali di rifiuto dei vincoli europei

Stati Uniti, Cina, Europa: gli imperi e i cittadini

La logica imperiale di Trump e Xi Jinping è la stessa che Draghi invoca per l’Europa: riarmarsi, sacrificare quel poco di universalismo dei diritti rimasto per far crescere e valorizzare le imprese eccellenti e monopolistiche, le nuove testuggini della potenza europea. Da un lato gli imperi reali o presunti, dall’altra i cittadini sempre più oppressi. È questa la realtà che la geopolitica e i suoi alfieri cercano di occultare.

Buttiamo a mare le basi americane…

La follia della guerra mette a rischio l’esistenza della specie. Inutile sperare che essa si esaurisca grazie a un ribaltamento degli equilibri politici negli USA, come dimostra l’analisi di Palantir, nuovo manifesto della volontà di egemonia statunitense. Occorre un rinnovato protagonismo dell’Europa anche con gesti esemplari a cominciare dal ripudio della NATO e dallo smantellamento delle basi americane nel continente.