image_pdfimage_print

L’Occidente nella trappola slava

Come è già avvenuto per le crisi nei Balcani, l’Occidente è caduto nella trappola slava e ora si fa dettare l’agenda da Zelenski e da Putin. In Italia si sta creando una sorta di illusione di parziale “neutralità” del Paese che però è, appunto, un’illusione. La realtà è che stiamo avanzando come sonnambuli verso la guerra, senza capire come e perché.

L’8 e il 9 giugno si vota. Per chi?

Ancora una volta, come sinistra, arriviamo alle elezioni impreparati, divisi, demotivati. Proprio quando la drammaticità della situazione imporrebbe unità e capacità propositiva. Eppure occorre scegliere, anche se i partiti e le aggregazioni esistenti non sono uno strumento utile ma, piuttosto, un ostacolo. Dunque bisognerà orientarsi a tentoni tra i candidati, combinando coerenza, possibilità di successo e futuro.

La destra ridisegna l’Europa e i socialisti hanno già perso

Le elezioni europee sono alle porte in un quadro inquietante. La destra, in ascesa in tutti i principali paesi dell’Unione, arriva all’appuntamento con il vento in poppa. Di fronte c’è una sinistra pallida, stinta, spaventata dalla sua stessa ombra e accompagnata da una diffidenza popolare indotta dai cedimenti politici di questi anni. Il cambio di maggioranza è un’eventualità niente affatto remota.

Un appuntamento europeo per la pace

La corsa alle armi e alla guerra è, nel mondo, in pieno svolgimento. O si ferma questo delirio o guerre, morti e miseria saranno i compagni di viaggio dell’umanità nei prossimi anni. Le elezioni europee danno una possibilità. Va costruito un appello europeo che rilanci il tema “L’Europa ripudia la guerra”, accompagnato da richieste ai Governi e ai Parlamenti nazionali di atti concreti di de-escalation militare.

La campagna di Russia dell’Europa

Due anni di guerra catastrofica e il fallimento in un mare di sangue della controffensiva ucraina non hanno insegnato nulla. In Europa si è formato un partito unico della guerra, in cui confluiscono tutte le forze politiche di centrodestra e di centrosinistra, con i verdi e i socialisti a contendere la prima fila ai popolari e ai conservatori. E il papa, che predica nel deserto, è accusato di collusione con il nemico.

La sinistra in stallo verso le europee

La sinistra cosiddetta radicale si presenterà divisa alle elezioni europee. È un esito inevitabile, nonostante gli appelli e le buone intenzioni di alcuni, perché è arduo, se non impossibile, tenere insieme nomi, sigle e personalità che parlano linguaggi eterogenei, pur avendo spesso provenienze comuni. L’ennesima ritirata dovrebbe almeno insegnare che un nuovo progetto a sinistra non può nascere sul terreno elettorale.

Per un’Europa federale: il popolo europeo esiste

L’Unione europea è un’entità in cerca d’autore. Ma la scelta è ineludibile: o si andrà verso gli Stati Uniti d’Europa (coniugati in modo originale) o si regredirà a un’Europa delle nazioni (di cui già abbiamo visto i danni). Non è vero che manca un popolo europeo e che ciò osta a una democrazia sovranazionale. Il popolo europeo, plurinazionale e plurilinguistico, esiste: basta riconoscerlo e dargli voce.