Stati Uniti. Leonard Peltier è stanco

Leonard Peltier, simbolo della resistenza delle minoranze native negli Stati Uniti, è in carcere da 46 anni per una condanna all’ergastolo dopo un processo-farsa con una giuria di soli bianchi. Ormai alla soglia degli 80 anni, pur duramente provato e malato, continua, nonostante la stanchezza, a invitare il mondo a non dimenticate l’oppressione dei popoli indigeni. Intanto il comitato che ne chiede la liberazione porta la sua richiesta all’Onu.

Il carcere visto da dentro

Il XVIII Rapporto di Antigone sul carcere evidenzia cambiamenti significativi nella popolazione ristretta. In particolare, aumentano i detenuti e le pene inflitte sono sempre più lunghe. Cresce anche il numero degli ergastolani: 1.810 a fronte dei 408 di trent’anni fa. Il tutto mentre i reati, soprattutto quelli più gravi, continuano a diminuire: per esempio, nel 2021 gli omicidi sono stati 289, a fronte dei 3.012 del 1990.

Ergastolo ostativo, mafie e luoghi comuni

Anche ai mafiosi condannati all’ergastolo e non collaboranti può essere concessa, in caso di ravvedimento, la liberazione condizionale. Lo ha detto la Corte costituzionale, pur rinviando l’operatività della decisione. E subito è stata polemica. Anche se la decisione sembra non solo giusta ma anche efficace in termine di contrasto alle mafie.

Il Papa e la giustizia penale

Ricevendo i partecipanti al congresso dell’Associazione internazionale di diritto penale il Papa scende nel merito di molti istituti penalistici (dalla legittima difesa alla custodia cautelare e all’ergastolo) evocando un modello di giustizia fondato non sulla vendetta ma sul dialogo, sull’incontro, sul ripristino dei legami intaccati dal delitto.