Turchia. Quale Futuro per il partito di Erdoğan?

Il 13 dicembre si è consumata una scissione nel Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP). Il nuovo partito è ideologicamente vicino a quello di Erdoğan ma una frammentazione politica potrebbe scompaginare il campo conservatore religioso e nazionalista da 17 anni al potere. E già si parla di elezioni anticipate.

La Turchia e la credibilità dell’Europa

L’anno scorso il Tribunale Permanente dei Popoli si è pronunciato sulla situazione nel sud-est dell’Anatolia, riconoscendo la responsabilità dello Stato turco per: negazione al popolo curdo dell’identità e del diritto all’autodeterminazione, massacri, deportazioni di massa, omicidi, esecuzioni extragiudiziarie, sparizioni forzate. Nonostante questo l’Europa continua a sostenere la Turchia con armi e finanziamenti.

«Non voglio vederlo!»

Di fronte alla disumanità inenarrabile che emerge in Kurdistan come di fronte a Lampedusa, risuonano le parole di Federico Garcia Lorca, il poeta ucciso dai fascisti spagnoli: «Non voglio vedere il sangue d’Ignazio!». E intanto un appello di donne ci ammonisce tutti: «Non parlateci più di valori occidentali. Non parlateci più di niente se non avete il coraggio di reagire. State zitti!».