Carceri, il coraggio che non c’è

La diffusione del Coronavirus nelle carceri avrebbe effetti devastanti non solo per i detenuti ma per l’intero Paese. Con il decreto legge del 17 marzo, il Governo è intervenuto anche su questo punto, ma in modo largamente insufficiente, mostrando mancanza di lucidità e coraggio proprio quando ce ne sarebbe più bisogno.

Virus: emergenza-sanità e mercato

L’epidemia del Coronavirus proietta in primo piano la situazione della nostra organizzazione sanitaria e pone due domande fondamentali: un bene come la salute può essere tutelato gestendo i servizi sanitari che lo presidiano in una logica di mercato? E, poi, è conveniente, anche in termini economici, gestirli in una logica di mercato?

L’ora più buia

Non era mai accaduto che venissero chiuse tutte le scuole, che venissero chiusi tutti i bar, che venissero chiuse tutte le chiese, che un regime di isolamento simile agli arresti domiciliari venisse imposto a tutta la popolazione italiana. Ciò ci costringe a confrontarci con l’insostenibilità dei miti che ci hanno reso così fragili.

Qual è la vera epidemia? Noi e gli altri

L’epidemia impone qualche riflessione. Ci siamo abituati a pensare in termini di “noi e gli altri”: l’altro come tutto ciò che non siamo noi, chi è diverso, chi viene da fuori. Poi, tutt’a un tratto, ci troviamo scansati agli aeroporti o respinti alle frontiere, come i migranti, gli untori. Ci tocca riconoscere che l’altro siamo noi.