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La transizione ecologica? Tutto rinviato, si trivella!

Il messaggio dell’Eni è chiaro: il metano c’è, basta cercarlo e trivellare; intanto si può continuare a mandare in atmosfera gas climalteranti. Fa impressione che il messaggio venga dopo che mezza Europa è stata devastata dagli incendi, le temperature sono fuori controllo, fiumi prosciugati, pezzi del sud europeo desertificati. Ma tant’è: la legge del profitto (di pochi) deve prevalere sulla salute di tutti.

Riecco il nucleare…

Di nuovo si affaccia, sia pure in tempi medi, il nucleare. Lo invoca il ministro Cingolani e lo prospetta l’ENI versione green. Le promesse e le assicurazioni sono tante: un’energia pulita, sicura e inesauribile. In realtà non è così. Nulla di tutto questo è assicurato e nessun miracolo tecnologico può consentire la crescita infinita e sicura in un mondo finito.

ENI nemica del clima

Se le sue politiche non cambieranno, ENI rappresenta un grave pericolo per il pianeta. Mentre tutto il mondo afferma di voler correre ai ripari contro i cambiamenti climatici, ENI si proietta verso l’espansione delle estrazioni di gas e petrolio e batte il suo record di produzione: 1,9 milioni di barili al giorno nel 2018.