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L’8 e il 9 giugno si vota. Per chi?

Ancora una volta, come sinistra, arriviamo alle elezioni impreparati, divisi, demotivati. Proprio quando la drammaticità della situazione imporrebbe unità e capacità propositiva. Eppure occorre scegliere, anche se i partiti e le aggregazioni esistenti non sono uno strumento utile ma, piuttosto, un ostacolo. Dunque bisognerà orientarsi a tentoni tra i candidati, combinando coerenza, possibilità di successo e futuro.

«Ti voto solo se asfalti la strada di fronte a casa mia»

Il divorzio tra governanti e governati è ormai una caratteristica costante delle democrazie, con i primi proiettati in un narcisismo acritico spesso conflittuale anche con i partiti di riferimento e i secondi privi del supporto di corpi intermedi in grado d’intrattenere rapporti non strumentali o personalistici con la politica. L’obiettivo di ciascuno diventa così il puro perseguimento di interessi individuali.

“E la festa continua!” di Robert Guédiguian

Lo spunto è l’elezione del primo sindaco donna di Marsiglia, Michèle Rubirola, sostenuta dalle forze di sinistra riunite, dopo 25 anni di governo delle destre. Ma è solo lo spunto. “E la festa continua!” è la festa è ogni giorno, l’attitudine dei personaggi ad agire sperando l’insperabile, perché, come sosteneva Eraclito, «chi non spera l’insperabile non lo scoprirà».

Lezioni dall’Abruzzo

La sconfitta del centro sinistra nelle elezioni regionali d’Abruzzo è maturata soprattutto nelle aree interne e nei centri meno popolosi, dove c’è stata una vera voragine di consensi. Ciò contiene un’indicazione di carattere nazionale: il voto d’opinione si ferma nelle città e nelle zone culturalmente più attive e non basta per vincere in un Paese in cui il 51% della popolazione vive in comuni con meno di 20.000 abitanti.

Elezioni europee: facciamoci del bene

Il rischio che, con le elezioni di giugno, le ragioni della pace restino prive di rappresentanza nel Parlamento europeo, almeno nella componente italiana, è forte. La presentazione di una lista credibile espressiva di tali ragioni è sempre più difficile. Ma non è impossibile ipotizzare l’inserimento di candidati autenticamente pacifisti come indipendenti nelle liste del M5S e di Alleanza Verdi e Sinistra.

La sinistra in stallo verso le europee

La sinistra cosiddetta radicale si presenterà divisa alle elezioni europee. È un esito inevitabile, nonostante gli appelli e le buone intenzioni di alcuni, perché è arduo, se non impossibile, tenere insieme nomi, sigle e personalità che parlano linguaggi eterogenei, pur avendo spesso provenienze comuni. L’ennesima ritirata dovrebbe almeno insegnare che un nuovo progetto a sinistra non può nascere sul terreno elettorale.

Le elezioni europee senza l’Europa

L’Europa e i suoi 27 Stati, benché afflitti da stagnazione economica, disoccupazione, crescita della povertà, deperimento del welfare, mancanza di passione democratica, insistono nelle ricette degli ultimi 40 anni che hanno portato all’attuale mancanza di futuro. Ci sarebbe di che discuterne nella prossima campagna elettorale, che si profila invece come semplice occasione per regolamenti di conti tra classi dirigenti.

La legge del contrappasso: Bolsonaro privato dei diritti politici

Il supremo organo della giustizia elettorale del Brasile ha condannato Jair Bolsonaro alla interdizione dai pubblici uffici per 8 anni. L’ex presidente non potrà, dunque, candidarsi alle prossime presidenziali. Gli è stato fatale il tentativo di interferire sullo scorso processo elettorale, denunciando brogli inesistenti e aizzando i suoi sostenitori contro i poteri costituiti.

La Spagna dopo il pareggio elettorale

La Spagna è un’eccezione in Europa e il Governo Sanchez ha adottato misure in controtendenza con il liberismo imperante. Ma il pareggio elettorale mostra che la gestione dell’ordinario non basta. E mentre la destra, pur ridimensionata, ha un armamentario riconoscibile di risposte alle inquietudini sociali, la sinistra non riesce a produrre un immaginario forte, un’alternativa radicale all’altezza delle aspettative.