Poteva andare anche peggio. No

L’esito elettorale non lascia spazio a interpretazioni. La destra ha vinto e dispone, oggi, di 112 seggi su 200 al Senato e di 235 su 400 alla Camera. Il prossimo Governo sarà guidato da Giorgia Meloni e vedrà, verosimilmente, Salvini al ministero dell’Interno. La sinistra non c’è più. Ed è difficile persino individuare i soggetti che potrebbero concorrere a ricostruirla. Ma occorre ripartire: senza ripetere i vecchi errori.

Votare, non votare, come votare

Domenica si vota. Vincerà l’asse Meloni-Salvini con conseguenze nefaste sull’assetto sociale, sul sistema costituzionale, sull’esercizio delle libertà e dei diritti. Ed è sempre più chiara la divaricazione tra questione elettorale e questione politica. È l’occasione, per Volere la Luna, non di indicazioni di voto ma di alcune considerazioni e riflessioni proiettate sul futuro.

Ancora sul voto utile

Nell’ultima settimana di campagna elettorale l’invito al voto utile si fa più pressante, anche se l’espressione è utilizzata con significati diversi (contributo ad assicurare la formazione del governo, o a contenere una sconfitta, o ad eleggere dei parlamentari). Forse sarebbe meglio chiedersi che cosa possa essere davvero “utile” alla costruzione di un’alternativa pacifista, ecologista, anti-capitalista, a questo orribile presente.

Perché votare Unione popolare

A due settimane dalle elezioni del 25 settembre i giochi sembrano fatti con la sola incertezza dell’entità del successo di una destra fascista e dal programma impresentabile, favorito dalla scelte suicide del PD. Ma la risposta non può essere la rassegnazione. Abbiamo argomenti forti per motivare al voto anche coloro che, sfiduciati, si sono rifugiati nell’astensione o nella scheda bianca. Usiamoli!

Elezioni: “turarsi il naso”, con quel che segue…

La possibilità che il Centro destra possa raggiungere i due terzi dei seggi in ogni camera è abbastanza remota ma il 60% è a portata di mano e ciò sarebbe sufficiente, per esempio, per eleggere i giudici costituzionali di nomina parlamentare. Al di là di cosa ci dice il cuore, dunque, occorre valutare l’effetto del proprio voto: per chi non si riconosce nel centro destra non c’è voto utile ma solo un voto per il meno peggio!

Elezioni: non andare al mare, nonostante tutto

I rischi sono grandi e non si vedono nel Paese lotte in grado di garantire, più del voto, progressi sul piano dei diritti e delle libertà. La scelta per il meno peggio non ha mai prodotto esiti utili e anche per questo non credo possano esserci, per la sinistra, indicazioni di voto (che, del resto, non saprei dare). Ma un voto antifascista è necessario: a ciascuno trovare la strada migliore.