La crisi non è solo politica e l’alternativa deve essere radicale

La crisi che stiamo vivendo non è solo della sinistra. È la crisi di un’intera forma di civiltà politica. Per questo l’alternativa non può limitarsi a cambiare il governo delle cose, ma deve interrogarsi sull’ordine che le produce e sulla possibilità di trasformarlo e tornare a praticare l’inchiesta sociale, a ricostruire legami nei territori, a produrre luoghi di elaborazione e di confronto, a connettere esperienze oggi disperse e frammentate.

La truffa del capitalismo: a margine di un libro di Clara Mattei

L’idea che la forma economica della nostra attuale società, cioè il capitalismo, sia qualcosa di naturale, di inevitabile ed eterno quanto la forza di gravità è una truffa. È la linea guida dell’ultimo libro di Clara Mattei (“Fuga dal capitalismo”) che ricostruisce e analizza alcune delle tappe che hanno prodotto questa costruzione sociale. Resta aperto il problema del come costruire un’alternativa…

Rimettere a fuoco la Cina, oltre gli stereotipi

Un recente libro di Pino Arlacchi (“La Cina spiegata all’Occidente”) rimette in fila dati e prospettive, sottraendo la Cina agli stereotipi del dibattito occidentale. Si intrecciano, così, visioni del mondo e questioni come il funzionamento del potere politico e del sistema economico, la lotta alla povertà, la selezione della classe dirigente e via elencando. L’immagine che ne risulta è assai diversa da quella che ci viene raccontata.

Tornare a parlare del Mezzogiorno

La “questione meridionale”, un tempo al centro delle attenzioni delle forze politiche progressiste è scomparso dall’agenda di ogni partito. Eppure il Mezzogiorno ha le potenzialità per divenire un polo di ricerca e di produzione per filiere industriali strategiche, per aiutare a percorrere meglio e più velocemente la transizione energetica, per contrastare il declino anche demografico del Paese.

Ve la do io la progressività fiscale!

L’ultima finanziaria acuisce il modello di fiscalità regressiva in atto da tempo, perseguito dai governi di ogni colore. Il fisco “capovolto” pesa sempre meno sui ricchi e sempre più sui poveri, che perdono due volte: pagano, in proporzione, di più e hanno sempre meno diritti. Una sinistra degna di questo nome deve porre al centro del dibattito il principio costituzionale di progressività del sistema tributario, inteso come strumento per limitare le disuguaglianze.

Argentina. Perché ha vinto Milei?

Il 26 ottobre si sono svolte in Argentina le elezioni di metà mandato. Contro le previsioni, il partito del presidente Milei ha vinto con il 40,84% dei voti moltiplicando la sua rappresentanza parlamentare. Le ragioni sono molte: l’intervento a piedi giunti degli Stati Uniti, il malgoverno precedente, la divisione e la mancanza di un progetto dell’opposizione, un voto giovanile sedotto dal populismo di Milei.

Che fare se chi dovrebbe farlo non lo fa?

I problemi economici del nostro paese sono enormi. Eppure la sinistra istituzionale (il Partito democratico e Sinistra italiana) non hanno una linea di politica economica, anzi non se ne occupano nemmeno. Neppure le questioni del conflitto con l’Europa e della devastante assenza di una seria imposta patrimoniale sollecitano proposte precise. È tempo che anche intellettuali ed economisti si sporchino le mani con la politica.