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Il Paese reale e quello di “Giorgia”

A sentire Giorgia Meloni, il nostro Paese è quasi un’eccezione, un’isola felice, nel panorama incerto e preoccupante dell’economia europea. Occupazione che cresce, PIL a gonfie vele, borsa che macina affari. In realtà la situazione è florida per i ricchi e per le banche ma la povertà è in costante aumento: i poveri assoluti sono 5milioni e 752mila e la persone “in difficoltà economica” sono più di 13milioni.

Fermiamo la corsa alle armi

Molti governi moltiplicano forsennatamente le spese militari. Si parla apertamente di una possibile guerra atomica. Il tutto favorito dall’immensa e scellerata pressione esercitata dai fabbricanti di armi di tutto il mondo, Italia in testa. Un importate strumento per la ricostruzione e la comprensione di questo drammatico scenario è offerto da Sbilanciamoci! e Greenpeace con l’e-book “L’economia a mano armata”.

Superbonus edilizio: i pro e i contro

Il superbonus al 110% è stato un intervento ingente e discusso, che ha avuto effetti giudicati positivi dalle agenzie di valutazione sull’aumento del Pil, sull’ambiente, sulle imprese, ma anche sul deficit tendenziale. Su quest’ultimo parametro si scopre che – al contrario di ciò che dicono Meloni e Giorgetti – ha liberato risorse per la prossima legge di bilancio.

Democratizzare le banche centrali

L’indipendenza delle banche centrali è l’emblema del potere dominante del capitale finanziario sulla politica e sulla democrazia. Per di più l’attuale sistema si mostra sempre più incapaci di “guidare” l’economia. C’è una sola via d’uscita, coerente con il carattere di bene pubblico del sistema monetario: coinvolgere nella sua gestione le organizzazioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori.

Il capitalismo si può curare?

Il capitalismo provoca ingiustizie e disuguaglianze, ma è oggi vincente. Per contrastarlo occorre una confluenza di pensieri innovativi e di azioni concrete nei territori. Il presupposto è che i dogmi economici capitalistici sono privi di base scientifica e che l’economia è, invece, l’insieme di conoscenze che può guidarci a utilizzare le risorse disponibili (senza esaurirle) per soddisfare i bisogni di tutta l’umanità.

Per una moneta “bene comune”

L’80% del denaro in circolazione è privo di corrispondenti riserve ed è, in realtà, credito delle banche (e debito per chi lo riceve). Ma le banche fanno credito per fare profitti, non per sostenere l’economia. E così si favorisce chi ha mezzi, si producono ulteriori disuguaglianze e si creano crisi ricorrenti. Occorre dunque – sostiene Enrico Grazzini in un recente libro – cambiare l’architettura del sistema monetario.