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Firenze, città operatrice di pace: che fare oggi?

Sono passati più di 30 anni da quando il Consiglio comunale dichiarò Firenze “città operatrice di pace”. Cosa resta di quella stagione? E, soprattutto, che fare oggi? Alcune idee: programmare un Forum permanente per la Pace e, per intanto, organizzare un incontro internazionale per riproporre con forza il cessate il fuoco in Ucraina. All’insegna delle parole di padre Balducci: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.

La scuola e il “merito” di Barbiana

Il centenario della nasciata di don Milani ha riproposto due cardini del suo insegnamento: la necessità di una scuola inclusiva e accogliente e il ruolo della lingua come strumento di rivendicazione sociale e di denuncia delle ingiustizie. Con un corollario: il “merito” della scuola è solo la sua capacità di valorizzare ciascuno muovendo dal punto di partenza in cui lo hanno collocato il caso, o la vita.

Don Lorenzo Milani, il prete che ha cambiato la società civile

In molti, a cent’anni dalla nascita, tentano di impadronirsi della figura di don Milani. Senza successo. Ché quel prete distante da ogni potere, deciso a schierarsi senza tentennamenti dalla parte dei poveri e dei diseredati di ogni angolo della terra e capace di far diventare Barbiana, una parrocchia di cento anime, il centro del mondo, è stato più laico dei laici e più cristiano della chiesa e delle sue gerarchie.

L’obiezione di coscienza di don Lorenzo Milani

Ricorre in questi giorni il centenario della nascita di don Lorenzo Milani. Il suo esempio è un invito a uscire dalla generica ribellione, a costruire insieme scavando nelle coscienze, a lavorare per una società che accoglie e include i più fragili, i deboli, i più lontani. La possibilità di un progresso morale dell’umanità non oscurato dal progresso tecnico poggia su un patto che unisca la sovranità alla responsabilità individuale.

Firenze, sei bella come l’antifascismo!

Ha scritto Piero Calamadrei: «mentre quelli, i fascisti, picchiavano, una gran massa inerte li lasciava fare». Noi oggi siamo qua, a Firenze, perché non vogliamo lasciarli fare: vogliamo dire che siamo antifascisti. Non solo in piazza: lo vogliamo dire a scuola, e all’università. Perché l’antifascismo è la religione civile della Repubblica mentre il fascismo è l’esatto contrario della Costituzione.

«Sia il vostro parlare sì, sì; no, no»

Colpì, a febbraio, l’assenza del papa agli incontri fiorentini sul Mediterraneo, voluti da sindaci e cardinali e qualificati dalla presenza di Marco Minniti. Oggi sappiamo che ciò avvenne per la volontà di Francesco, espressamente comunicata all’arcivescovo di Firenze, di non avallare politiche di chiusura nei confronti dei migranti. Scegliere dove stare e dire la verità: è una lezione di cui abbiamo grande bisogno.