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Presente e futuro dell’epidemia

Perché l’epidemia ha effetti diversi a seconda delle zone? Perché le cariche virali sembrano diminuite mentre il virus si è reso più pericoloso? Può essere spiegato tutto con il distanziamento sociale o con il lockdown? Domande cruciali a cui risponde, in una lunga intervista, Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri.

La distanza sociale e l’agire collettivo

Il distanziamento sociale può essere una trappola mortale per l’azione collettiva. Pensiamo a tre movimenti messi in standby dall’emergenza Coronavirus: i NO TAV, le Sardine e lo sciopero per il clima. Eppure l’agire collettivo è oggi più importante che mai: per vigilare sul presente e per progettare un futuro diverso.

Obbedienza e libertà

Se ubbidisco al “distanziamento sociale” è perché gli riconosco un fondamento morale. Perché serve a proteggere l’altro. Ma per favore evitiamoci la lode della segregazione, evitiamo di scoprire la bellezza e la bontà del distanziamento. Non c’è bisogno, vi pare? Almeno la libertà morale conserviamola.