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Chi non vuole lavorare?

Il lavoro – dicono – c’è ma manca chi lo vuole fare. E citano anche gli esempi: il ristoratore che non trova camerieri, l’imprenditore che chiude l’attività per mancanza di manodopera, la coppia che si licenzia per fare il giro del mondo, l’impiegato che non risponde alle mail fuori orario… Ma perché non si guarda, invece, alle condizioni occupazionali: la stabilità, la sicurezza, la giusta retribuzione?

Ma l’occupazione aumenta o diminuisce?

Neppure le rilevazioni dell’Istat sull’andamento dell’occupazione sono lette in modo omogeneo. Eppure i numeri parlano chiaro. La crisi sta cambiando in peggio la struttura dell’occupazione e del mercato del lavoro: più precarietà e inattività, i giovani a spasso, le donne a casa. Una sintesi sbrigativa, ma almeno non menzognera.