image_pdfimage_print

Difensori dell’ambiente, non criminali né terroristi

Gli attivisti ambientali sono oggetto, anche in Europa, di una criminalizzazione, attuata facendo ricorso alla legislazione antiterrorismo, ad arresti indiscriminati, a brutalità di polizia, a inasprimento delle pene, a detenzione preventiva e a condanne a pene sproporzionate. Lo denuncia un Rapporto del Relatore Speciale Onu sui Difensori dell’Ambiente, Michel Forst, che intima agli Stati di astenersi da simili comportamenti.

Tutelare le vittime di reati, ma come?

La Commissione Affari costituzionali del Senato, unificando diversi disegni di legge, ha elaborato un testo che prevede l’inserimento nell’art. 111 Costituzionale di un comma teso ad assicurare «la tutela delle vittime di reato». Le discussioni non sono mancate e c’è chi vede in ciò un cedimento al populismo imperante. Non è necessariamente così, ma occorre evitare soluzioni affrettate.

Il carcere scoppia? C’è una risposta possibile e razionale: il numero chiuso

In Italia il carcere scoppia. Così cresce la violenza, non vengono tutelati i diritti più elementari e aumenta il tasso della recidiva. In mancanza di una radicale riforma del sistema penale c’è un solo modo per invertire la tendenza: prevedere il numero chiuso in carcere, come già avviene nelle università e negli ospedali. Non è una provocazione né un’idea bizzarra, ma un esercizio di sano realismo.

L’Italia dei sonnambuli

Il 57° Rapporto del Censis offre, come ogni anno, un’analisi della situazione socioeconomica del Paese. La ricchezza dei dati (tra l’altro su cittadini, famiglie, occupazione, diritti, economia, Pil eccetera) si accompagna a valutazioni amare sul venir meno di gran parte dei meccanismi di mobilità sociale e, insieme, sulla mancanza di traguardi condivisi, quasi che la società italiana sia affetta da sonnambulismo.

Requiem per i diritti

Lo scenario è inquietante: libertà a pagamento, salute subordinata al reddito, abbattimento del welfare, violazione dei diritti fondamentali su scala nazionale e internazionale. Eppure i diritti senza uguaglianza, mercificati, si degradano a strumenti di potere. Occorre recuperare il loro essere contro il potere, il loro senso egualitario ed emancipatorio, ricordando che non sono graziose concessioni ma nascono – e vivono – nei conflitti.

Blitz a Napoli e a Caivano. “La bonifica” è propaganda

A Caivano le operazioni di polizia sono la prassi, non una risposta eccezionale. Ma ciò non ha mai migliorato la situazione. Di più: i blitz recenti, con grande spiegamento di forze di polizie, hanno portato a esiti inferiori ai precedenti. La montagna ha partorito il topolino. E intanto tutto resta com’è, perché la disperazione è una risorsa e su di essa si costruisce la propaganda. Mentre risorse e diritti non fan gioco a nessuno.

Vietato passare. Report dalla frontiera di Ventimiglia

I dati raccolti dalla clinica mobile di Medici Senza Frontiere operante a Ventimiglia non lasciano dubbi: le persone che tentano di attraversare il confine italo-francese, spesso all’esito di percorsi drammatici, vengono respinte in modo sistematico e indiscriminato, senza considerare le loro storie e vicende personali o le vulnerabilità individuali, in violazione dei diritti più elementari.

Piccoli schiavi invisibili

Il XIII Rapporto di Save the Children è dedicato, in particolare, alle condizioni di vita dei minori e delle loro famiglie vittime di sfruttamento nel settore agricolo. Le aree prese in esame sono le province di Latina e Ragusa, dove insistono due dei mercati ortofrutticoli più importanti del Paese. Ne emerge una fotografia drammatica di privazioni, sofferenze, rabbia, difficoltà relazionali e isolamento sociale.

Più cannoni e meno diritti!

Commissione e Parlamento europeo preannunciano un atto legislativo per «sostenere direttamente, con i fondi UE, lo sviluppo dell’industria della difesa, per l’Ucraina e per la nostra sicurezza» con la previsione che, anche in deroga alla legislazione ordinaria, le fabbriche di armi e munizioni possano funzionare giorno e notte, sette giorni su sette, entrando in «modalità economia di guerra». Insomma, più cannoni e meno diritti.

La salute come diritto universale. Scaduto?

Gli ultimi 50 anni coincidono con un processo di trasformazione radicale della società: da orizzonte di promozione della universalità dei diritti individuali e collettivi a sistema che vede gli umani come variabile dipendente dai “diritti proprietari”. Questa storia insegna che i diritti non “sono” ma possono solo “divenire” inviolabili, come prodotto di un laboratorio permanente di ricerca e generato dal terreno reale.