I diritti negati delle persone autistiche: un appello

Nel nostro paese sono 600.000 le persone autistiche. Sostanzialmente abbandonate, salvo meritorie eccezioni, dalla politica e dai servizi. Nella migliore delle ipotesi, ad esse sono offerte soluzioni assistenziali (magari con il supporto di psicofarmaci) che nulla hanno a che vedere con il soddisfacimento dei loro bisogni specifici. Senza un cambio di passo questa triste pagina di diritti negati si allungherà ancora.

Il Partito democratico, la sinistra, la guerra

Il PD non è più la mia casa. Da tempo non lo incrocio nei luoghi della mobilitazione e della difesa dei diritti (dei migranti come dei lavoratori). A ciò si aggiunge, oggi, la scelta della guerra come mezzo di soluzione delle controversie internazionali e la censura di ogni posizione dissenziente. Intanto, nei territori, i progetti innovativi lasciano il posto all’esclusivo interesse ad autoriprodursi.

Come liberarsi dei rifugiati e vivere felici

Dopo la Danimarca è la volta del Regno Unito, il cui premier annuncia di aver concordato con il Governo del Rwanda il trasferimento nel paese africano dei richiedenti asilo approdati sul territorio di sua maestà britannica. Saranno le autorità ruandesi a esaminarne le richieste e a provvedere alla loro sistemazione. Così funziona la tutela dei diritti nella più risalente democrazia europea.

Dieci spunti sulla questione sindacale

Negli ultimi decenni il sindacato non ha saputo ridefinirsi in modo coerente con le trasformazioni del mondo lavoro e si è trasformato in una struttura elefantiaca sempre più staccata dai lavoratori. Recuperare il terreno perduto è difficile ma occorre provarci, cominciando con l’unione e la semplificazione delle proprie strutture e l’elaborazione di un punto di vista critico sul modo di produrre e su cosa produrre.

Uscire dalla pandemia: 10 spunti per guardare avanti

La pandemia è ancora lontana dalla conclusione ma, dopo quasi due anni, sono chiari i limiti emersi nella strategia sanitaria di contrasto e il ruolo di “paravento” che essa ha assunto rispetto a fenomeni più generali. Chiamare le cose per nome è un passo indispensabile per sapere quali sono, se ci sono, i vincitori di questa guerra che, per definizione, saranno i decisori del futuro.

L’antifascismo ai tempi del Covid

La crisi economica, sociale, etica, oltre che sanitaria, morde pesantemente. Un mondo muore ma è difficile intravedere il futuro. Così, negli interstizi della crisi, si sviluppa il tentativo di movimenti neo e postfascisti di egemonizzare le piazze e dividere il mondo del lavoro. Per contrastarlo ci vorrebbero politiche sociali innovative ma non è questa la scelta del Governo e della sua maggioranza.

Diritti umani, diritto disumano

C’è un filo rosso che collega le politiche contro gli immigrati di Matteo Salvini e la sentenza nei confronti di Mimmo Lucano: il crollo del senso morale provocato dall’istigazione all’intolleranza nei confronti dei deboli e dalla criminalizzazione di chi ne difende i diritti. È un veleno distruttivo, in grado di minare le basi sociali della nostra democrazia.

L’unico futuro per l’Afghanistan è nelle sue donne

RAWA, la più antica organizzazione di tutela delle donne e della democrazia in Afghanistan, rispondendo alle domande fondamentali sulla situazione del Paese, smaschera gli obiettivi reali delle forze USA/NATO, nega che i talebani siano cambiati e preannuncia una forte resistenza delle donne in difesa dei propri diritti e per una democrazia laica.