Sinistra e socialdemocrazia in Svezia. Intervista ad Ali Esbati

In Svezia la socialdemocrazia è in crisi. Da tempo. Eppure il suo modello di welfare costituisce per molti versi un esempio riuscito di pianificazione sociale sotto il capitalismo. La sinistra politica deve partire da questa constatazione: non per realizzare una collaborazione subalterna ma per ottenere, nell’attività di governo, il rispetto di alcuni punti fermi irrinunciabili.

La lotta sociale e politica scuote l’Uruguay

L’Uruguay si è risvegliato: all’esito di una grande mobilitazione sono state raggiunte 763.443 firme (poco meno di un elettore su tre) per un referendum abrogativo della legge voluta dalla destra che limita i diritti dei cittadini e dei lavoratori e aumenta i poteri della polizia. Interessante il ruolo di primo piano del sindacato nel movimento di opposizione.

Europa: tra oligarchia e sovranismo

Da qualche mese ci sono segnali di una ripresa di iniziativa per un’Europa federale. Ma ad essi non seguono fatti concreti. Anzi. Alla esplicita opposizione dei sovranisti si accompagna la scelta del moderno capitalismo che preferisce affidarsi a élite tecno-oligarchiche piuttosto che a soluzioni democratiche e partecipate.

E la Sinistra?

Ciò che maggiormente colpisce in questa fase è la totale assenza della sinistra persino dal dibattito politico. La domanda è d’obbligo: è accettabile che nessuno tenti una ripresa? Certo, è difficile, ma, rinunciando ai particolarismi e coagulando le forze intorno ai valori costituzionali, forse è possibile. In ogni caso, bisogna provarci.

Tempi di Draghi

L’incarico a Draghi è una sconfitta della politica e avalla tesi pericolose come l’utilità del ricorso a “uomini della provvidenza”. Di più: Draghi è un esponente dell’ortodossia neoliberista. E tuttavia la partita non è chiusa e molto dipenderà, in caso di formazione del governo, dalle forze parlamentari che lo sosterranno.

Ultras, dagli stadi alle piazze

Tra le (eterogenee) frange che “contestano” violentemente le restrizioni governative dettate dal coronavirus non stupisce di trovare il fronte degli ultras, momentaneamente disoccupati per l’inagibilità degli stadi. Da tempo, infatti, è in atto una identificazione tra gruppi di ultras e destra eversiva in cui il tifo calcistico è una semplice copertura.