La decrescita, l’egualitarismo, la sinistra

Anche se non può essere considerata una componente della sinistra, la decrescita si inserisce nel sistema dei valori che la sinistra ha interpretato negli ultimi 250 anni della storia. Per riportare le parole di Bobbio, si colloca dalla parte «di chi ritiene che gli uomini siano più eguali che diseguali» e «parte dalla convinzione che la maggior parte delle diseguaglianze sono sociali e, in quanto tali, eliminabili».

Il fascismo nelle vene

L’Italia non si è mai disintossicata dall’infezione del fascismo. Sta lì il brodo di coltura dei movimenti neofascisti, alimentati, da un lato, dalle profonde ingiustizie sociali e, dall’altro, dall’anticomunismo viscerale delle destre parlamentari e dalla loro incapacità di fare i conti col passato. Se non si rimuovono queste condizioni – inutile illudersi – non si arginerà il rinascente fascismo.

Sinistra e socialdemocrazia in Svezia. Intervista ad Ali Esbati

In Svezia la socialdemocrazia è in crisi. Da tempo. Eppure il suo modello di welfare costituisce per molti versi un esempio riuscito di pianificazione sociale sotto il capitalismo. La sinistra politica deve partire da questa constatazione: non per realizzare una collaborazione subalterna ma per ottenere, nell’attività di governo, il rispetto di alcuni punti fermi irrinunciabili.

La lotta sociale e politica scuote l’Uruguay

L’Uruguay si è risvegliato: all’esito di una grande mobilitazione sono state raggiunte 763.443 firme (poco meno di un elettore su tre) per un referendum abrogativo della legge voluta dalla destra che limita i diritti dei cittadini e dei lavoratori e aumenta i poteri della polizia. Interessante il ruolo di primo piano del sindacato nel movimento di opposizione.

Europa: tra oligarchia e sovranismo

Da qualche mese ci sono segnali di una ripresa di iniziativa per un’Europa federale. Ma ad essi non seguono fatti concreti. Anzi. Alla esplicita opposizione dei sovranisti si accompagna la scelta del moderno capitalismo che preferisce affidarsi a élite tecno-oligarchiche piuttosto che a soluzioni democratiche e partecipate.

E la Sinistra?

Ciò che maggiormente colpisce in questa fase è la totale assenza della sinistra persino dal dibattito politico. La domanda è d’obbligo: è accettabile che nessuno tenti una ripresa? Certo, è difficile, ma, rinunciando ai particolarismi e coagulando le forze intorno ai valori costituzionali, forse è possibile. In ogni caso, bisogna provarci.

Tempi di Draghi

L’incarico a Draghi è una sconfitta della politica e avalla tesi pericolose come l’utilità del ricorso a “uomini della provvidenza”. Di più: Draghi è un esponente dell’ortodossia neoliberista. E tuttavia la partita non è chiusa e molto dipenderà, in caso di formazione del governo, dalle forze parlamentari che lo sosterranno.