L’incredibile storia di una legge e del suo contrario

L’ennesimo decreto legge sicurezza è stato convertito dal Parlamento in un crescendo di strappi al sistema costituzionale. La mancanza dei presupposti per la decretazione d’urgenza si è, infatti, accompagnata a un iter grottesco, comprensivo dell’approvazione di una legge subito (parzialmente) abrogata e della contestuale promulgazione, da parte del presidente della Repubblica, di una legge e del suo contrario.

I molti dubbi di costituzionalità del decreto sicurezza

Il decreto legge sicurezza dello scorso febbraio, oggi in corso di conversione, è di dubbia costituzionalità e di evidente irragionevolezza in particolare per quanto riguarda il fermo preventivo, la discrezionalità attribuita alla polizia e la trasformazione della sicurezza in controllo amministrativo del dissenso. Questo, in sintesi, il parere del Consiglio Superiore della Magistratura.

Le molte falle del decreto sicurezza

La relazione del Massimario della Cassazione sul decreto sicurezza e la legge di conversione dello stesso è esplicita: il decreto e la legge presentano un numero elevatissimo di profili di possibile incostituzionalità. Sia per l’emanazione in mancanza dei richiesti presupposti di necessità e urgenza, sia per le ripetute violazioni dei principi di determinatezza, offensività, uguaglianza e ragionevolezza.

Una settimana particolare (tra Gaza, referendum e decreto sicurezza)

Una settimana così intensa sul piano politico non la si vedeva da tempo. La scena è stata occupata dalla protesta contro il genocidio di Gaza e la complicità del Governo italiano, dalla conversione in legge del decreto sicurezza, dal mancato raggiungimento del quorum nei referendum su lavoro e cittadinanza: fatti eterogenei e, in alcuni casi, negativi, che possono, peraltro, contribuire ad aprire una nuova fase politica.

No al decreto sicurezza! Tutte e tutti in piazza

Fermiamo il decreto sicurezza! Mentre alla Camera inizia l’iter della conversione in legge, nelle piazze si apre una settimana di mobilitazione. La posta in gioco è chiara: siamo di fronte a un’impostazione autoritaria, che tende a trasformare lo Stato sociale in Stato penale e a reprimere il disagio e il dissenso, anche ricorrendo a colpi di mano e alla mortificazione del Parlamento.

237 professori di diritto pubblico: “Il decreto sicurezza viola la Costituzione”

Ci sono forzature istituzionali di particolare gravità, di fronte alle quali non è possibile tacere. È il caso del decreto sicurezza nel quale il filo che lega il metodo e il merito rende esplicito un disegno complessivo, che tradisce un’impostazione autoritaria, illiberale e antidemocratica, non episodica od occasionale ma mirante a farsi sistema.

Le ONG e il decreto sicurezza: «Noi continueremo a salvare vite»

Il Governo predispone un nuovo “codice di comportamento” per le navi delle ONG impegnate in salvataggi nel Mediterraneo, tentando, in realtà, di impedirne o limitarne al massimo l’attività sulla falsariga di quanto già previsto dai precedenti ministri dell’interno Minniti e Salvini. La risposta delle ONG è netta e immediata: continueremo a salvare vite e ad applicare il diritto del mare e il diritto internazionale.

“I sommersi dell’accoglienza”

Un dettagliato rapporto di Amnesty (“I sommersi dell’accoglienza”) analizza gli effetti del decreto legge n. 113/2018 sulle condizioni dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale. Il giudizio è esplicito: il decreto è una fabbrica di migranti irregolari con consistente aumento di povertà e ghettizzazione.