Per non soccombere: mettere al centro la crisi climatica

La crisi climatica non è meno grave di quella pandemica. Se non viene affrontata con lo stesso impegno è perché le sue vittime stanno soprattutto nelle frange sociali più deboli e nei paesi alla periferia del mondo capitalista. Ciò evidenzia l’indissolubile connessione tra la giustizia sociale e quella ambientale. Per questo, se non cambia registro e non affronta di petto la questione del clima, non c’è futuro per la sinistra.

Marx e l’approdo all’ecosocialismo

Gli ultimi scritti di Marx completano e integrano, secondo Kohei Saito, la critica al capitalismo affiancando all’analisi dello sfruttamento dell’uomo e del lavoro quella dello sfruttamento della natura. All’esito di questo percorso la conclusione è netta: la Terra può salvarsi solo con l’adozione, da parte degli uomini, di un diverso modo di vivere, riassunto nella formula “comunismo della decrescita”.

La biblioteca dell’ambientalista

La biblioteca di riferimento per un buon ambientalista è ricca e composita, a partire dall’antichità. Ma è con il secolo scorso che si arricchisce di una serie di testi imprescindibili per la costruzione di un progetto basato su solide radici, che consenta di affrontare un futuro denso di incognite determinate dai ritardi nel cogliere la necessità di tornare a vivere in armonia con l’ambiente naturale di cui siamo parte.

La popolazione mondiale cresce: non per destino, ma per ragioni economiche

A differenza di quanto si ritiene, l’insostenibile crescita demografica nei Paesi poveri ha tra le sue cause il sistema economico dei Paesi ricchi, fondato sulla crescita della produzione di merci. La strada da percorrere per invertire la tendenza è, dunque, quella della decrescita economica. A meno di non continuare a pensare che gli strumenti per ridurre la popolazione mondiale siano le pandemie e le guerre…

La decrescita, l’egualitarismo, la sinistra

Anche se non può essere considerata una componente della sinistra, la decrescita si inserisce nel sistema dei valori che la sinistra ha interpretato negli ultimi 250 anni della storia. Per riportare le parole di Bobbio, si colloca dalla parte «di chi ritiene che gli uomini siano più eguali che diseguali» e «parte dalla convinzione che la maggior parte delle diseguaglianze sono sociali e, in quanto tali, eliminabili».