Il debito di Torino: se 3,9 miliardi vi sembran pochi

Torino, come tutte le grandi città del Paese, è in condizioni di grave degrado: la manutenzione degli edifici pubblici e delle scuole è in ritardo, il territorio è pieno di buche, spesso le strisce pedonali sono cancellate, molte piste ciclabili sono solo disegnate e via elencando. Mancano le risorse. Ma perché? E come rimediare (se è ancora possibile)?

La follia di non avere un’imposta patrimoniale

Tassare i ricchi con un’imposta patrimoniale sarebbe giusto, necessario e possibile. E allora, perché non lo si fa? Certo perché la cosa non è gradita a chi dovrebbe pagarla. Ma c’è una ragione politica più forte: se mancano le risorse “bisognerà” privatizzare ulteriormente, i lavoratori saranno più ricattabili e così via.

Servono tanti soldi, ma non quelli del MES

Ricorrendo al MES si accede a una linea di credito e un nuovo debito aumenta il rischio di una procedura di sorveglianza rafforzata sui nostri bilanci e di conseguente commissariamento. Il punto non è l’entità del tasso di interesse ma il fatto che un prestito non è un trasferimento unilaterale e un debito non è un versamento a fondo perduto.

Privato è bello?

Il drammatico crollo del ponte Morandi ha aperto uno squarcio sul dogma delle privatizzazioni, considerate negli ultimi decenni – a destra e sinistra – una sorta di toccasana o, comunque, una scelta obbligata per ridurre il debito pubblico. Ma è davvero così?