Libertà per Dana

Dana è in carcere da quasi sei mesi in esecuzione di una condanna a due anni di reclusione per aver partecipato a una manifestazione No Tav nel corso della quale è stata bloccata per pochi minuti l’autostrada Torino-Bardonecchia. Un appello di intellettuali, giuristi, artisti ne chiede la immediata liberazione.

Dana, i giudici e l’ordine costituito

Dana è stata ritenuta responsabile a titolo di concorso in una violenza privata non materialmente commessa, condannata a una pena esemplare, esclusa da ogni misura alternativa per «avere sfidato l’ordine costituito». Così scrivono i giudici evidenziando una cultura in cui lo scontro sociale è ridotto a questione criminale.

Lo sdegno non basta

Dana è in carcere per avere manifestato pacificamente e per non avere rinnegato la militanza No TAV. È un attacco all’intero movimento che segue alle accuse infamanti e infondate di terrorismo, al numero abnorme dei processi penali, alle pene spropositate. Occorre reagire chiamando a raccolta tutte le forze democratiche del Paese.

Dana e il nostro futuro

Dana è in carcere per aver difeso la sua, la nostra valle, il nostro ambiente, la nostra salute. Siamo preoccupati, molto preoccupati. Per Dana, ma anche per il futuro. Dovrebbero essere in molti a preoccuparsi, perché a molti capiterà in futuro di dover difendere la vivibilità della propria terra e allora diventeranno tutte e tutti Dana!

«Penso a Dana rinchiusa in quei cubicoli»

Dalla detenzione domiciliare Nicoletta scrive a Dana e il messaggio percorre i social: «Conosco il tuffo al cuore che si prova quando, dietro di te, vengono chiusi i cancelli e sei scortato lungo i corridoi, tra due file di celle. Ma so la tranquilla determinazione di Dana e la sua consapevolezza di star pagando per una causa bella e giusta».

Dana, la vendetta del TAV

Se sei No TAV, abiti in Alta Val Susa e non fai pubblica abiura delle tue convinzioni non puoi avere misure alternative al carcere, indipendentemente dal tuo buon inserimento sociale. Questa, in sintesi, la motivazione con cui il Tribunale di sorveglianza di Torino ha respinto la richiesta di affidamento in prova di Dana.