Dove andrà la cultura dopo la quarantena?

Dove andrà la cultura? Nel lavoro culturale è sia necessaria sia desiderabile una gigantesca collettiva imprevista mossa del cavallo da parte degli attori che a vario titolo e in diversa forma creano cultura nel senso di produrre umanità: uno strappo collettivo nel vestito che l’opinione dominante vuole cucirci addosso.

Roma alle Idi di maggio

Vivo a Roma, ci sono nato e credo di conoscerla bene. Da un quindicennio la città attraversa una crisi che l’epidemia aumenterà in modo esponenziale. Per contenere i danni ci vuole una strategia programmata su alcuni punti cruciali. Lo sguardo sul Campidoglio a 5Stelle provoca sconforto ma anche voglia di una stagione di lotte.

George Steiner, ultimo umanista

Il necrologio di un grande intellettuale contemporaneo scritto da un amico che ne ha condiviso momenti di vita e pensieri. Con George Steiner se ne va l’ultimo testimone di un tempo che ha visto l'”impotenza della cultura” di fronte all’orrore di cui è capace l’uomo: “un umanista strenuo che in ogni sua pagina denuncia la fine dell’umanesimo”.

Discontinuità vò cercando

Il comportamento di chi governa ha sempre una valenza “educativa”. Quello di Salvini ha avvelenato i pozzi della convivenza, creando fratture foriere di disagi e di violenze. Per questo il nuovo Governo deve anzitutto avviare una bonifica del clima culturale e un processo di rialfabetizzazione dei cittadini. Con le parole e con i fatti.