Memoranda/ L’altra faccia della luna

L’improvvisa digitalizzazione della cultura prodotta dal virus si accompagna a una sorta di “crisi della presenza” e alla perdita della dimensione sociale: prendere parte agli eventi culturali “in presenza” permette infatti di condividere un’esperienza collettiva da cui derivano lo scambio di idee e opinioni, la solidificazione di relazioni interpersonali, perfino amicizie e relazioni sentimentali.

La nostra storia per immagini: 2018-2020

Tre anni di “Volere la luna” in 102 schede con fotografie, illustrazioni, disegni. Dal corteo del 1° maggio 2018 al flash mob del 18 dicembre 2020, una sequenza di iniziative, incontri ed eventi, piccoli e grandi, interni ed esterni, politici, culturali, sociali, ludici che consentono di ricostruire una storia ormai non breve.

Controfinanziaria 2021

Come ogni anno Sbilanciamoci! presenta la sua Controfinanziaria, analizzando il disegno di legge di bilancio presentato dal Governo e proponendo una manovra alternativa: 111 proposte per un valore complessivo di quasi 36 miliardi per uscire dall’emergenza Covid-19 e imprimere un cambio di passo per la giusta ripartenza del Paese.

Il nostro vero virus. E la sua cura

Ci aspetta una convivenza non breve con il Covid. Per le sottovalutazioni e l’incapacità della politica. Ma anche nostre. In tutti è mancato l’amore per il futuro, sostituito dal consumo del presente. Se continueremo a mettere da parte le cose fondamentali (scuola, ricerca e cultura) non avremo futuro. E non sarà colpa del virus: sarà colpa nostra.

Se la Signora di Klimt fa la ragazza immagine

Il marketing domina i musei. Anche la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza gioca sull’immagine e punta tutto sul Ritratto di signora di Gustav Klimt, definito sul sito del museo “il Klimt”. Non importa se ciò oscura e tradisce la ricchezza di un museo singolarissimo. Ciò che conta è il richiamo, l’esca, non la cultura.

Il senso della cultura al tempo della pandemia

In un tempo drammatico come l’attuale, una società di persone colte non accetterebbe lo starnazzio insensato dei media, rifiuterebbe i vaniloqui propagandistici di politicanti di ogni genere e, qualora fosse costretta a quarantene, saprebbe trasformare la costrizione in ricchezza interiore. Ecco perché occorre investire in cultura.

Dove andrà la cultura dopo la quarantena?

Dove andrà la cultura? Nel lavoro culturale è sia necessaria sia desiderabile una gigantesca collettiva imprevista mossa del cavallo da parte degli attori che a vario titolo e in diversa forma creano cultura nel senso di produrre umanità: uno strappo collettivo nel vestito che l’opinione dominante vuole cucirci addosso.