La disuguaglianza non conosce crisi

Il report di Oxfam “La disuguaglianza non conosce crisi”, predisposto per l’apertura del World Economic Forum di Davos, documenta un ulteriore aumento della disuguaglianza nel mondo. Pur a fronte di un 2022 nero sui mercati, dal 2020 ad oggi l’1% più ricco si è accaparrato quasi il doppio dell’incremento della ricchezza netta globale rispetto alla quota andata al restante 99% della popolazione mondiale.

Abolire il reddito di cittadinanza e umiliare i poveri: è la destra, bellezza!

È scritto nella legge di bilancio: il reddito di cittadinanza sarà abolito dal 1 settembre per gran parte dei percettori e dal 1 gennaio 2024 per tutti: un milione di persone saranno rigettate nella povertà assoluta. Per addolcire l’operazione si dice che sono “fannulloni”, ma, per lo più, sono semplicemente “non appetibili” per le imprese. È la politica della destra: umiliare i poveri e far pagare loro i costi della crisi.

grande fuga

La grande fuga

I 523 giorni del governo Draghi hanno lasciato il sistema politico italiano in uno stato di disgregazione senza precedenti. La grande fuga del Migliore dalle sue responsabilità – perché è di questo che si è trattato – lascia dietro di sé scenari aperti a una preoccupante rivincita della destra peggiore. La mancata riforma elettorale in senso proporzionale è una responsabilità inescusabile del Pd in primo luogo e dell’intero campo democratico.

34° Rapporto Italia

La crisi è profonda e articolata. Il PNNR prova a dare delle risposte. Intanto cresce la consapevolezza del necessario spostamento del pendolo del rapporto tra Stato e mercato a favore del primo, che deve riacquistare il ruolo di soggetto primario, promotore di un nuovo sviluppo sostenibile sul piano economico, ambientale e sociale. A questo intreccio di problemi è dedicato il34° Rapporto Italia dell’Eurispes.

Torino tra crisi, grandi eventi e parole tabù

La crisi a Torino si tocca con mano. Nonostante i grandi eventi, Eurovision e Fast & Furious. A mancare è un’idea, un progetto di città futura. Eppure tutto tace. E le domande fondamentali restano senza risposta: quali sono le priorità? i disegni, le visioni, i progetti che le individuano? E dove sono i pensatori, gli intellettuali, i visionari che animano il dibattito pubblico?

Ancora

Ancora l’Ucraina

“La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati” scriveva Gramsci. La guerra in Ucraina testimonia di una crisi dell’Europa arresa a un dominio americano che sintetizza il tramonto di un Occidente autoreferenziale e cieco.

Draghi è il garante della società che non vogliamo

Contrastare l’attuale modello di società passa per l’opposizione al Governo Draghi, che vuole “ammodernare il sistema” ma lasciarne inalterati gli equilibri. Ciò che occorre è, invece, un fisco ridistributivo, un piano di assunzioni pubbliche, la riduzione della precarietà lavorativa, il rilancio del pubblico in settori strategici, una sanità pubblica e gratuita, un vero reddito di base. Un programma, non un’utopia.

L’antifascismo ai tempi del Covid

La crisi economica, sociale, etica, oltre che sanitaria, morde pesantemente. Un mondo muore ma è difficile intravedere il futuro. Così, negli interstizi della crisi, si sviluppa il tentativo di movimenti neo e postfascisti di egemonizzare le piazze e dividere il mondo del lavoro. Per contrastarlo ci vorrebbero politiche sociali innovative ma non è questa la scelta del Governo e della sua maggioranza.