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La sinistra e la critica necessaria del capitalismo

Occorre essere folli o ciechi per ignorare che il capitalismo è un sistema fallimentare. Tale fallimento si manifesta sotto tre profili ad esso coessenziali: la crescente disuguaglianza sia a livello mondiale che all’interno dei singoli paesi, la tenuta della democrazia e la crisi climatica. Da tale situazione non si esce senza una critica radicale al sistema capitalistico. È tempo che la sinistra ne tragga le conseguenze.

Crisi climatica: colorare il Senato per lanciare l’allarme?

Per denunciare l’inerzia delle istituzioni sulla crisi climatica, tre giovani di Ultima Generazione imbrattano con vernice lavabile l’ingresso del Senato. Ne seguono reazioni grottesche, fino all’evocazione di “un attacco al cuore dello Stato”. In una lettera al presidente Mattarella alcuni neuropsichiatri segnalano come la vicenda evochi un vilipendio non della facciata del palazzo ma delle istanze di vita dei giovani.

Parola d’ordine: riconvertire e riconvertirsi

In primo piano c’è l’impegno contro la guerra. A fianco, le indispensabili azioni per far fronte alla crisi ambientale e climatica. È, ancora una volta, Davide contro Golia, un Golia più forte di quello biblico. Ma per chi ritiene che occorra cercare di assicurare un futuro all’umanità, è un percorso obbligato, fatto sia di iniziative per cambiare le politiche generali che di scelte individuali.

“Un quasi festival”. Tre giorni di incontro di pensieri critici

Dopo la pandemia, la guerra. E, senza interruzione, la crescita delle disuguaglianze e della crisi climatica. Ma l’establishment continua sulla propria strada e accusa chi esprime dubbi di essere antiscientifico, disfattista e via seguitando. In questo contesto, parlare fuori da coro e coltivare la memoria e il pensiero critico è già un atto politico. Anche a questo serve un “quasi festival”.

La “causa del secolo” per salvare il Pianeta

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, diverse articolazioni della società civile, analogamente a quanto accaduto in 40 paesi nel mondo, hanno citato in giudizio lo Stato italiano chiedendo al Tribunale di Roma di condannarlo ad assumere le iniziative necessarie a contrastare seriamente il cambiamento climatico. Finalmente!