Per non soccombere: mettere al centro la crisi climatica

La crisi climatica non è meno grave di quella pandemica. Se non viene affrontata con lo stesso impegno è perché le sue vittime stanno soprattutto nelle frange sociali più deboli e nei paesi alla periferia del mondo capitalista. Ciò evidenzia l’indissolubile connessione tra la giustizia sociale e quella ambientale. Per questo, se non cambia registro e non affronta di petto la questione del clima, non c’è futuro per la sinistra.

L’assalto alle coste italiane e i nuovi barbari

C’è, a insidiare il nostro futuro, chi minimizza la crisi climatica, ne mette in discussione le cause antropiche o contrasta apertamente le politiche di decarbonizzazione. Ma non meno pericoloso è chi – leader politici e governi – riconosce formalmente la gravità della crisi ma rinvia sistematicamente le decisioni necessarie per affrontarla. La situazione delle nostre coste ne è un esempio illuminante.

L’esperienza dei migranti per affrontare la crisi climatica

Il successo delle destre, in tutto il mondo, è costruito sul rigetto o su misure persecutorie nei confronti dei migranti. La sinistra gioca di rimessa ma non ha una proposta propria. Eppure l’alternativa esiste e sta nella valorizzazione dei migranti e della loro esperienza nei paesi d’origine ai fini dell’individuazione di soluzioni tecniche, organizzative, sociali e culturali adeguate ad affrontare la crisi climatica.

Trasformare la crisi climatica in opportunità

Per sopravvivere ed evitare di farsi travolgere dalla catastrofe climatica, l’umanità deve fare un salto di civiltà, nei consumi e nei modi di produzione. Sarebbe un salto economicamente conveniente e consentito dalla evoluzione della tecnica. Ma i governi si guardano bene dal farlo. Basta guardare all’energia dove, anziché perseguire riduzione dei consumi e fonti alternative, si insegue la follia del nucleare.

Una Costituzione per la terra: il realismo dell’utopia

In quest’ultimo anno si sono aggravate tutte le catastrofi globali che minacciano il futuro dell’umanità: le guerre, la crisi climatica, le disuguaglianze, l’esclusione dei migranti e, insieme, l’involuzione autocratica delle democrazie occidentali. A fronte di ciò il progetto di una Costituzione della Terra, che vincoli persone e stati, non è un’utopia ma un atto di realismo che, solo, può produrre un risveglio della ragione.

La sinistra e la critica necessaria del capitalismo

Occorre essere folli o ciechi per ignorare che il capitalismo è un sistema fallimentare. Tale fallimento si manifesta sotto tre profili ad esso coessenziali: la crescente disuguaglianza sia a livello mondiale che all’interno dei singoli paesi, la tenuta della democrazia e la crisi climatica. Da tale situazione non si esce senza una critica radicale al sistema capitalistico. È tempo che la sinistra ne tragga le conseguenze.

Crisi climatica: colorare il Senato per lanciare l’allarme?

Per denunciare l’inerzia delle istituzioni sulla crisi climatica, tre giovani di Ultima Generazione imbrattano con vernice lavabile l’ingresso del Senato. Ne seguono reazioni grottesche, fino all’evocazione di “un attacco al cuore dello Stato”. In una lettera al presidente Mattarella alcuni neuropsichiatri segnalano come la vicenda evochi un vilipendio non della facciata del palazzo ma delle istanze di vita dei giovani.