“Dentro la zona rossa”

“Dentro la zona rossa” di Francesco Fantuzzi e Franco Motta ha il pregio del realismo. Se siamo costretti a rallentare, la situazione ambientale del pianeta migliora visibilmente e rapidamente, se ci lanciamo nella “ripresa” e sogniamo un “rilancio”, la situazione peggiora e il virus ci dà un’altra botta. Eppure, pare proprio che non vogliamo imparare la lezione e cambiare davvero qualcosa.

Le favole, Draghi e il Pd

Draghi ha scelto l’assise di Comunione e Liberazione per esporre la sua ricetta. Niente di nuovo, ahinoi. La parola d’ordine è una crescita acritica in cui la stella polare è la conservazione degli attuali rapporti di forza. Non a caso i termini “uguaglianza” e “giustizia sociale” non compaiono nel suo intervento. E Zingaretti si accoda…

Il Coronavirus ci pone di fronte a un bivio

Sembra di essere proiettati in un film post apocalittico. E non sarà facile uscirne. Già si prospettano due strade: provare nuove prospettive (e, prima ancora, un nuovo modo di pensare) o insistere nel modello attuale, accelerandolo ulteriormente per recuperare il terreno perduto. Non è, evidentemente, la stessa, cosa.

TAV, crescita e povertà

Quale legame c’è fra un treno e la povertà? Semplice: l’illusione, abilmente indotta dall’establishment, che una nuova linea ferroviaria faccia aumentare il PIL e che l’aumento del PIL provochi più benessere per tutti. Peccato che le vicende del mondo degli ultimi decenni dimostrino esattamente il contrario…

Il pane amaro

Il problema del Paese è la disuguaglianza, che aumenta a dismisura anche quando il PIL cresce. Delle misure adeguate contro la povertà sono, dunque, necessarie e, tra l’altro, possono anche trainare la crescita. Il rischio per i conti pubblici non sta qui ma nell’ambiguità della politica.