Un altro lavoro per un’altra società

La prima esigenza di ogni famiglia è avere di che vivere. Questo obiettivo oggi si persegue attraverso il lavoro salariato, che esige una crescita continua. Dunque il consumismo appare inevitabile e la transizione ecologica resta un miraggio. Ma non è sempre stato così. Un diverso assetto del lavoro, del mercato e dell’economia pubblica è possibile. Un dossier per dimostrarlo.

Senza riduzione dei consumi il mondo non ha futuro

Siamo arrivati, nostro malgrado, al tempo della riduzione imposta e della competizione feroce per le risorse. Una società che si mangia oltre due pianeti all’anno non ce la possiamo più permettere. Se c’è poca acqua per tutti, tutti devono bere meno. Devono decrescere nei consumi. È matematica, addizione e sottrazione. Fa paura il termine decrescita? Cambiamolo in “parsimonia” ma quella è la strada.

Visco, Bonomi e il convitato di pietra

Il governatore della Banca d’Italia Visco e il presidente di Confindustria Bonomi si muovono in sintonia: la redistribuzione della ricchezza è lo scoglio più insidioso, la ricetta per uscire dalla crisi pandemica è sempre solo l’incremento della produzione, se i lavoratori vogliono qualche briciola si adattino ad accettare il “riformismo competitivo”. E il sindacato?

La catastrofe non è un destino, è una scelta

Le emissioni di CO2 sono aumentate perché si è tentato di conciliare l’inconciliabile: cioè di farle diminuire senza smettere di finalizzare l’economia alla crescita della produzione di merci. Eppure il dato è sempre più chiaro: anche il soddisfacimento di tutto il fabbisogno energetico con fonti rinnovabili non basta se non si procede di pari passo con una drastica riduzione della domanda.

Quale ripresa economica? C’è poco da essere ottimisti

L’ottimismo di maniera su una presunta crescita in atto nel nostro Paese è del tutto ingiustificata: siamo solo di fronte a un (parziale) recupero della caduta verticale intervenuta nel 2020. Per di più le tendenze in atto della nostra economia, disastrose sul versante sociale, sono confermate dal PNRR e dalla legge di bilancio. Nel silenzio di quel che resta della sinistra e del sindacato.

Le leggi della fisica e la crescita impossibile

Più deperisce il mondo vitale, più cresce una sorta di religione fondata su due assiomi: la tecnoscienza troverà le soluzioni idonee a tutti i nostri problemi e la “mano invisibile” del mercato canalizzerà il denaro per finanziare le innovazioni necessarie. Non è così – ci dicono due autorevoli studiosi – e i fatti lo dimostreranno. Drammaticamente.