Espulsioni. Un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025

Le risultanze dell’analisi empirica non lasciano dubbi. Più detenzione nei Cpr non significa più rimpatri. Il confronto tra 2022 e 2025 è particolarmente istruttivo. Nel 2022 entrano nei Cpr 6.457 persone e, da essi, vengono eseguiti 3.154 rimpatri. Nel 2025 gli ingressi salgono a 6.835 mentre i rimpatri dai Cpr crollano a 1.732, il 45,1% in meno. Nello stesso periodo i rimpatri realizzati senza passare dai Cpr quadruplicano.

CPR d’Italia: istituzioni totali

Il secondo Rapporto di monitoraggio del Tavolo asilo e immigrazione sui 10 CPR in funzione in Italia conferma il giudizio del primo rapporto. I CPR non sono una distorsione accidentale del sistema, ma un’aberrazione strutturale: un costoso dispositivo di privazione della libertà che viola i diritti fondamentali, fallisce rispetto agli obiettivi dichiarati e sperpera risorse pubbliche producendo sofferenza e degrado.

Centri per migranti in Albania: di male in peggio

Il fallimento dei centri costruiti in Albania per il trattenimento di richiedenti asilo le cui domande sono esaminate con procedura accelerata non potrebbe essere più clamoroso. Per riguadagnare credibilità il Governo corre ai ripari e vara un decreto legge con cui li trasforma in centri per il rimpatrio. Ma il rimedio è peggiore del male: la soluzione è in evidente contrasto con il diritto europeo e rischia nuove bocciature.

Trattenuti: una radiografia del sistema detentivo per stranieri

Il velo di silenzio che circonda la realtà dei centri di permanenza per il rimpatrio dei migranti irregolari (CPR) non basta a occultare il fatto che si tratta di strutture contenitive simili a prigioni, estremamente costose e che, per di più, raggiungono solo in parte assai limitata gli obiettivi dichiarati. Lo documenta da ultimo in maniera analitica un rapporto di Action Aid, frutto di una ricerca che copre gli ultimi anni.

Albania guardiana

Albania: già oggetto di tentata colonizzazione, poi terra di emigrazione. Oggi terra guardiana. Grazie ai CPR esportati dall’Italia: carcerazione allo stato solido, recinto di animali umani. Li scarichiamo a voi i cipierre, infatti contengono merci tossiche, così come riversiamo residuati inquinanti nei “paesi in via di sviluppo”. E il presidente socialista del tuo paese esulta in spensierata combutta con la nostra presidente. Eja Eja!

Trattenuti

Un’indagine accurata non lascia dubbi. I Centri di permanenza per il rimpatrio di cittadini stranieri irregolari hanno un’efficacia molto limitata ai fini dichiarati. Dall’Italia si rimpatria sempre di meno e con modalità più coercitive. Il raddoppio dei centri e il prolungamento dei tempi di permanenza rispondono, dunque, a logiche diverse e avvicinano sempre di più i centri a strutture carcerarie tout court.