Il nostro NO è contro una democrazia ancor più oligarchica

Nel referendum il nostro monosillabo sarà NO. Dov’è, infatti, il cambiamento radicale che milioni di elettori si aspettavano dal M5Stelle? Ancora una volta, la Costituzione è diventata il capro espiatorio di un fallimento politico e con il taglio numerico a essere (ancor più) emarginati saranno il dissenso, la libertà di giudizio, il pensiero critico.

Referendum. Razionalmente NO

C’è chi sostiene che voterà SÌ nel referendum per cambiare il ceto politico e dare un segnale di attenzione alle fasce marginali della società. Aspirazioni nobili ma mal riposte ché non è dato vedere come una riduzione quantitativa si trasformi in miglioramento qualitativo mentre ad essere marginalizzate saranno proprio le minoranze.

Referendum: perché No

Le ragioni del taglio dei parlamentari si rivelano sempre più infondate: il risparmio economico è in realtà esiguo, il sistema istituzionale ne risulta squilibrato, la maggior funzionalità del Parlamento è tutta da dimostrare. Ma soprattutto viene drasticamente ridotta la rappresentanza: dei territori e delle minoranze.