Il fascismo è fuori dalla Costituzione

La Costituzione è, nel contempo, un atto di unificazione tra le forze antifasciste e di esclusione del fascismo, della sua idologia e dei suoi metodi. Secondo la nostra Carta fondamentale la contesa politica deve svolgersi «liberamente» e «con metodo democratico». Per questo il fascismo – neo, para o post che sia – non ha diritto di cittadinanza nella Repubblica e non può godere delle libertà costituzionali.

Il green pass e la Costituzione

Le critiche di incostituzionalità rivolte al green pass non sembrano avere un consistente fondamento, né sul piano formale, né sul piano sostanziale. Ciò non toglie che alcuni rilievi di merito, specie sulla circoscritta estensione dello strumento, possano risultare condivisibili. Occorre concentrarsi su tali profili, anche per non indebolire il contrasto alla pandemia.

La Costituzione e i lavoratori della GKN

Licenziamenti e delocalizzazioni sono la cifra delle “novità” estive in materia di lavoro. Emblematico il caso della GKN di Campi Bisenzio, con 422 lavoratori licenziati e lo stabilimento chiuso nonostante macchinari nuovi e commesse. Ma proprio lì cresce la consapevolezza che quello del posto di lavoro è «un problema collettivo».

Contro l’idea di “un uomo solo al comando”

Cresce nel Paese la voglia di “un uomo solo al comando”: anche con la progressiva personalizzazione della politica e con modifiche di fatto delle modalità di governo. È una prospettiva antitetica al sistema costituzionale che, anche per il Governo, ha scelto un assetto collegiale in cui lo stesso presidente del Consiglio è solo un “primus inter pares”.

Presidente del Consiglio o premier?

Presidente del Consiglio o premier? Non è una questione terminologica. Il primo è il coordinatore di un organo collegiale, il secondo il titolare di un potere autonomo che può sostituirsi agli stessi ministri. Il modello costituzionale è il primo, ma la gestione del Piano di ripresa e resilienza sta trasformando Draghi in un premier.

diritto o barbarie

Diritto o barbarie

Il presente è preda di poteri selvaggi, la società è frantumata, la barbarie alle porte: comprendere il presente e tracciare una via per un futuro possibile è l’oggetto del percorso che Gaetano Azzariti propone nel suo recente libro Diritto o barbarie. Il costituzionalismo moderno al bivio.

L’ambivalenza del diritto e la Costituzione

Il diritto riflette i rapporti di forza e, in ultima istanza, l’ambiguità dell’umano. Può essere veleno e cura: può esprimere il dominio, essere strumento di soggezione e di controllo e, allo stesso tempo, può veicolare emancipazione, sancire diritti, limitare il potere, garantire l’espressione del pluralismo e del dissenso.