È guerra!

Morti, distruzioni, violenze, stupri, profughi, fame, sete, orrore… È la guerra. Di nuovo una “inutile strage”. Senza che si vedano spiragli di pace. Dopo 80 giorni, uno sguardo retrospettivo aiuta a capire meglio la situazione nel suo divenire. Per questo viene qui proposta una selezione ragionata di articoli pubblicati in questi mesi. Anche a futura memoria.

Contro il fascismo vecchio e nuovo

Di fronte al dilagare di manifestazioni e movimenti fascisti una risposta democratica ed efficace deve articolarsi su più piani. Va applicato il divieto costituzionale di «riorganizzare, sotto qualsiasi forma, il disciolto partito fascista». Ma non basta. Occorre contrastare il liberismo e costruire una democrazia conflittuale, pluralista e sociale, che è l’unico vero antidoto contro ogni autoritarismo.

Il 25 aprile non è la festa del nazionalismo armato

A casa nostra si mette il tricolore alla finestra due volte l’anno: il 25 aprile per la Liberazione dai nazifascisti, e il 2 giugno per la Repubblica, il voto alle donne, l’Assemblea costituente. Ma oggi alla finestra c’è la bandiera della pace: perché un coro assordante cerca di trasformare il 25 aprile in una festa del nazionalismo armato. Non è così e i miei compatrioti sono i costruttori di pace, i miei stranieri coloro che affidano il futuro alle armi.

L’utopia concreta del 25 aprile

Il 25 aprile non può essere una festa stanca e rituale. Il suo significato è la reiterazione dell’impegno per l’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza. Una costituzione che tiene insieme democrazia politica, diritti per tutti e pace e che è il naturale riferimento per le lotte “dal basso” tese, su vari fronti ma nella stessa direzione contraria, a costruire un’alternativa, un’utopia concreta.

Il fascismo e i nemici della democrazia

Negli ultimi anni la violenza fascista si è riaffacciata in Europa. Ciò, come segnala la risoluzione 25 ottobre 2018 del Parlamento europeo, non è un esercizio di libertà ma un attacco alla democrazia e non può essere tollerato, in qualsiasi forma si manifesti. La “questione fascista” è definitivamente chiusa, nel nostro Paese, con la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.

Inviare armi in Ucraina è (ancora) legittimo?

Il ripudio previsto dalla nostra Costituzione abbraccia tutte le declinazioni della guerra, che non può essere legittimata dalla semplice aggiunta di aggettivi. Ne è esclusa solo la guerra di resistenza nella sua accezione più restrittiva a cui si accompagna l’obbligo, per il nostro paese, di intraprendere ogni sforzo per trovare soluzioni alternative alla guerra.

Quando la concorrenza è contro la Costituzione

L’articolo 6 del disegno di legge sulla concorrenza consente al mercato, cioè ai privati, di estendersi nel settore dei servizi pubblici rendendo marginale il ruolo dei Comuni. Eppure il disegno costituzionale è un altro: quello di assicurare a tutti la fruizione dei diritti fondamentali. Per questo è in atto una campagna per lo stralcio dell’articolo dal disegno di legge

Fascisti a Orbetello: onore al gerarca Italo Balbo!

Nel bel mezzo di una guerra di aggressione nazionalista e imperialista, a chi va a intitolare il suo principale parco pubblico la cittadina maremmana di Orbetello? Al gerarca fascista Italo Balbo, governatore della Libia per conto del Duce e del Re Imperatore. Incredibile ma vero. Ora la parola è alla Prefettura di Grosseto, dove si spera sia disponibile una copia della Costituzione della Repubblica.