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L’aborto è un diritto (almeno in Francia)

Il 4 marzo 2024 il Parlamento francese ha deliberato l’inserimento in Costituzione del diritto della donna di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Parallelamente in Italia gli ostacoli di fatto all’esercizio di tale diritto vengono integrati con proposte di legge che prevedono pressioni sulla donna, da parte dei sanitari, per indurla a non abortire e la possibilità di ingresso nei consultori di associazioni “pro vita”. Facile cogliere l’impotanza della decisione francese.

La responsabilità popolare della Liberazione

Il 25 aprile è il giorno in cui ci ricordiamo che la Costituzione e l’antifascismo sono pratica quotidiana, non celebrazione occasionale. Ricordare e manifestare il 25 aprile non è solo un atto di protesta e di lotta contro chi ci governa e chi non ci rappresenta, ma è soprattutto un modo per ricordare a noi stessi la nostra responsabilità, il nostro compito di esercitare, ogni giorno, la sovranità che la Resistenza ci ha conquistato.

Milano, 25 aprile: una mobilitazione per riprenderci identità e voce

Trent’anni dopo il 25 aprile 1994, che pose un argine all’avanzata della destra, è fondamentale ritornare in piazza a Milano. Non per un patetico amarcord o per l’illusione che si ripeta il miracolo di allora. Ma per riprenderci cose che in questi anni abbiamo perduto: l’antifascismo, l’identità, il territorio, la voce. Ci vuole coraggio a misurarsi con quel 25 aprile. Ma, se non lo facciamo, abbiamo già perso.

Venti di guerra in Europa

Il 24 marzo 1947 l’Assemblea costituente approvava l’art. 11 della Costituzione, secondo cui l’Italia “ripudia” la guerra. Il 21 e 22 marzo 2024, il Consiglio europeo, dimentico del fallimento delle strategie belliciste e delle immani sofferenze da esse provocate ai popoli, ha varato un documento che invoca un «autentico cambiamento di paradigma in relazione alla nostra sicurezza e difesa», cioè la guerra.

La Costituzione in pericolo e il presidente che vorremmo

Nel momento in cui è sempre più evidente il disegno del Governo e della maggioranza di mettere fine al progetto di affermazione di diritti, libertà e uguaglianza nato con la Resistenza, è richiesta al presidente della Repubblica una particolare fermezza in difesa della Costituzione. È quel che ci aspettiamo dal presidente Mattarella: non è stato sempre così, ma alcuni segnali di un cambio di rotta si intravedono.

Fosse Ardeatine: una memoria che parla di conflitto

La strage delle Fosse Ardeatine sta alla base della nostra Costituzione. 80 anni dopo, con il fascismo autore di quella strage di nuovo al governo del Paese e con la Costituzione calpestata, dare un senso al ricordo significa riconoscere il modo in cui il fascismo si mostra, nella sua elementare essenza: il nudo dominio di chi ha il potere su chi non ce l’ha. E, poi, scegliere da che parte stare.

La riforma della destra e la Costituzione sfigurata

Il disegno di legge di riforma costituzionale della destra introduce una torsione monocratica e maggioritaria del sistema senza precedenti. Se fosse approvato, ci consegnerebbe una Costituzione sfigurata. La destra non ha i numeri per approvarlo con la maggioranza dei due terzi, richiesta per impedire il referendum “confermativo”. Per questo la presidente Meloni già cerca di trasformare il referendum in un plebiscito.

Tutelare le vittime di reati, ma come?

La Commissione Affari costituzionali del Senato, unificando diversi disegni di legge, ha elaborato un testo che prevede l’inserimento nell’art. 111 Costituzionale di un comma teso ad assicurare «la tutela delle vittime di reato». Le discussioni non sono mancate e c’è chi vede in ciò un cedimento al populismo imperante. Non è necessariamente così, ma occorre evitare soluzioni affrettate.

Può la Costituzione reggere l’urto a cui è sottoposta?

L’erosione della democrazia, in atto nel Paese da decenni, vive oggi un’escalation senza precedenti: a essere messa in discussione, insieme allo Stato sociale (con i suoi corollari), è la forma di governo parlamentare. Potrà la Costituzione reggere un tale urto? Difficile dirlo. Ma è certo che solo l’impegno collettivo a sostegno del progetto complessivo ad essa sottostante può garantirle qualche possibilità di sopravvivenza.