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Gaza: come l’Occidente concorre al genocidio

Gaza: 10.000 bambini e 7.000 donne uccisi in tre mesi; due milioni di persone in lotta quotidiana per la sopravvivenza. La Corte internazionale di Giustizia ravvisa un rischio di genocidio incombente e ordina a Israele di evitarlo. Intanto l’Occidente, in modo del tutto pretestuoso, sospende i finanziamenti all’Agenzia dell’Onu per i palestinesi, in molti casi sola fonte di sostentamento.

La Palestina, la giustizia internazionale, i diritti delle vittime

C’è, nella decisione della Corte internazionale di giustizia sul carattere genocidiario delle operazioni militari di Israele a Gaza, un dato potenzialmente rivoluzionario: il riconoscimento, come elemento sufficiente per accogliere l’accusa formulata dal Sud-Africa, della centralità delle vittime e del fatto che la vita di un popolo è stata attaccata in modo da distruggerne la possibilità stessa di esistere.

Israele, la democrazia, la giustizia internazionale

Il deferimento di Israele alla Corte internazionale di giustizia con l’accusa di genocidio è un fatto dirompente anche per il tentativo, in esso insito, di rimettere al centro della questione palestinese il diritto. Vengono così al pettine numerosi problemi che riguardano, insieme alla guerra, lo stesso assetto democratico dello Stato di Israele, l’effettività del principio di uguaglianza, il concetto di limite.