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La corruzione cancellata per decreto

Circola nella politica un diffuso ottimismo: la corruzione non c’è più! Di tanto in tanto c’è qualche funzionario sorpreso con le mani nel sacco e qualche sindaco arrestato per malversazioni e ruberie. Ma nessuno sembra farci caso. Il Governo del fare non ha tempo per occuparsi di simili “incidenti” e preferisce dedicarsi a cancellare controlli e “reati spia”. Anche se ci sono segnali che qualcosa cova sotto la cenere.

Europa: corruzione e deficit democratico

Di fronte al Qatargate la reazione più comune consiste nel condannare l’immoralità diffusa e invocare trasparenza, codici di condotta, istituzioni di controllo dell’operato delle lobbies presso le istituzioni europee. Ma tutto ciò rischia di rivelarsi gravemente insufficiente se non si mette in discussione un modello di potere in cui a dettare le regole sono soggetti estranei al circuito della rappresentanza democratica.

Corrotti, lobbisti e la sinistra che non c’è

Non sono solo i fondi neri, provenienti da Qatar e Marocco. C’è poco di cui sorprendersi se in una sinistra che ha tradito i suoi sogni, le sue speranze e le sue lotte per il lavoro e per l’eguaglianza e ha assunto i punti di vista e i comportamenti della destra, si scoprono corrotti e lobbisti. Chiedersi ancora oggi perché i lavoratori hanno rottamato la sinistra è come per un americano chiedersi, dopo l’11 settembre del 2001, «perché ci odiano tanto?».

Sanzioni alla Russia, il Vietnam dell’Unione europea

L’invasione russa dell’Ucraina ha avuto come risposta uno tsunami di retorica, una valanga di armi e denaro inviati a Kiev e le sanzioni contro la Russia. Sanzioni assai deboli, peraltro, ché l’Europa ha più bisogno del gas russo di quanto la Russia abbia bisogno della nostra valuta pregiata e il prezzo alle stelle del gas, determinato da meccanismi speculativi, fa sì che la Russia guadagni di più pur vendendo di meno.

guerra in casa

La guerra in casa – Il tradimento/3

L’Ucraina vissuta, infinitamente diversa dall’Ucraina madiatizzata, raccontata per Volere la luna da un imprenditore che lì ha lavorato per oltre trent’anni, dalla caotica transizione post-sovietica fino alle ultime settimane che hanno preceduto l’invasione russa. Una testimonianza preziosa per chi vuol capire, fuori da schemi ideologici e tifoserie di schieramento.

Elezioni in Perù: non resta che piangere

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Perù ha imprevedibilmente mandato al ballottaggio Pedro Castillo e Keiko Fujimori, entrambi, per diversi motivi, impresentabili. C’è chi, forse suggestionato dalla pandemia, sostiene che il 6 giugno i peruviani dovranno scegliere tra la peste e il colera.

Grandi opere. Poi furono soltanto i Fiordaliso…

Quando trovate una notizia di “scorrettezze” o interessi privati in tema di grandi opere provate a digitare su Google i nomi delle persone implicate. Sorpresa! Spesso scoprirete che i nomi, le circostanze, i “lavori” sono sempre gli stessi: nei decenni, se non nei secoli fedeli. Tutt’al più c’è qualche figlio d’arte che ha sostituito il padre.