Elezioni in Perù: non resta che piangere

Il primo turno delle elezioni presidenziali in Perù ha imprevedibilmente mandato al ballottaggio Pedro Castillo e Keiko Fujimori, entrambi, per diversi motivi, impresentabili. C’è chi, forse suggestionato dalla pandemia, sostiene che il 6 giugno i peruviani dovranno scegliere tra la peste e il colera.

Grandi opere. Poi furono soltanto i Fiordaliso…

Quando trovate una notizia di “scorrettezze” o interessi privati in tema di grandi opere provate a digitare su Google i nomi delle persone implicate. Sorpresa! Spesso scoprirete che i nomi, le circostanze, i “lavori” sono sempre gli stessi: nei decenni, se non nei secoli fedeli. Tutt’al più c’è qualche figlio d’arte che ha sostituito il padre.

Cosa succede in Perù?    

Il Perù è scosso dalle manifestazioni. Si protesta per la destituzione del presidente Vizcarra ma la ragione profonda è l’insofferenza, soprattutto dei giovani, nei confronti di un sistema politico corrotto. Ora è stato costretto a dimettersi il presidente provvisorio ed è forte la richiesta di un processo costituente.

Libano: un cambiamento è possibile?

Il Libano è davvero alla vigilia di un cambiamento epocale? Un fatto è assodato: i libanesi stanno dicendo basta a una classe politica corrotta, obsoleta e preoccupata soltanto del proprio tornaconto. E lo stanno dicendo compatti, ribellandosi e distruggendo simboli di partiti e di leader politici fino a ieri intoccabili.

La corruzione e la politica malata

Sono passati 27 anni da Tangentopoli e l’impressione è che non sia cambiato nulla. La corruzione, anzi, è più diffusa di prima. Per modificare la situazione, peraltro, non basta gridare “onestà, onestà!” se non si pone mano al risanamento di una politica malata, priva di contenuti, di valori e di ideali.