Crono

5 stelle. Per chi suona la campana…

Le convulsioni dei 5stelle nascono dalla sindrome di Crono del loro padre fondatore, ma sbaglia chi festeggia, perché in realtà è tutto il nostro sistema politico a uscirne dinamitato. Non il governo Draghi, che accentuerà il suo carattere padronale, ma l’assetto democratico spostato fortemente e destra.

Il piffero di Rignano

Come i pifferi di montagna che andarono per suonare e furono suonati, Renzi si è fatto del male: a sé, e a tutti noi. Perché? Perché è fatto così: incarna quello che Benjamin chiamò il “carattere del distruttore”. E perché la crisi della sovranità nazionale esaspera la narrazione narcisistica e cannibalica di chi alla Rappresentanza ha sostituito la Rappresentazione

Renzi: l’ultimo tradimento

Lo strappo è stato compiuto. Comunque si valuti l’esecutivo in carica, l’apertura di una crisi oggi, in piena pandemia, è un gesto di irresponsabilità verso il Paese e un regalo alla destra (in termini elettorali se si andrà al voto anticipato e, comunque, in termini di consenso). Ma non è certo il primo strappo istituzionale di Renzi.

Pensieri sparsi su politica e sinistra

Non è mai esistito, in Italia, un periodo in cui è stata così inesistente la sinistra politica. Ci si aggrappa persino al Governo Conte, all’evidenza subalterno a Confindustria ma le cui alternative sono ancora peggiori. Forse se vogliamo costruire barricate contro la destra occorre creare un territorio nostro da vivere e proteggere.

Conte e il fantasma del ponte

Ritorna il fantasma del Ponte sullo Stretto: un’opera costosissima, inutile e dannosa come il TAV in Val di Susa. Un cenno di Giuseppe Conte l’ha riesumato e subito i soliti spolpatori del bene pubblico ci si sono buttati, da Confindustria a Matteo Renzi passando per Berlusconi. Cancelliamolo subito: altrimenti il post-Covid ne sarebbe ipotecato gravemente.

Fase 2: il Governo Conte declina vita e salute

La fase 2 non è cominciata bene. È bastato che l’Italia rischiasse di essere esclusa dai corridoi del turismo estivo, ed ecco che tutto sembra cambiato. Tra la borsa e la vita, il Governo, dopo avere scelto (giustamente) la vita, sembra ora aver scelto la borsa. Non sarebbe stata opportuna una maggior prudenza e diversificazione?