Preparare il “dopo-virus”

I sacrosanti scioperi nelle fabbriche oggi sono un “segnale di vita”: ci aiutano a immaginare un “dopo-virus” non consegnato a una biopolitica personalizzata e dispotica. Quando tutto questo sarà finito dovremo difenderci dalle scorie che l’emergenza avrà lasciato, e sarà da chi ha mantenuto un’autnomia di risposta che si potrà ricominciare.

Una Repubblica fondata sul profitto?

Il presidente del Consiglio Conte ha scelto, per la gestione dell’emergenza Covid, una modalità molto personalizzata e caratterizzata dall’intreccio di annunci e provvedimenti. Ciò ha consentito interferenze e pressioni: da ultimo quelle di Confindustria che hanno di molto svuotato il preannunciato “chiudiamo tutto”.

Virus – La classe operaia all’inferno

Vorrà pur dire qualcosa se mentre tutti sono costretti a “restare a casa”, gli unici a dover “uscire” sono i lavoratori. Quelli che l’ideologia dominante aveva considerato un residuo del passato e che l’epidemia pone invece al centro della società. Come una cartina al tornasole il virus rivela il necessario rovesciamento di tutte le gerarchie sociali.