Il buio in fondo al tunnel

Non ci rendiamo conto di quel che ci aspetta in un futuro che è già presente. Smart working, didattica in remoto, giovani sempre più isolati, anziani sacrificati, Confindustria all’assalto. Eppure, testardamente, non ci arrendiamo e continuiamo a pensare che questa debba essere l’occasione per volere veramente la luna: si persevera per dare un senso alla nostra vita.

Le voci del padrone

Mentre l’Italia affronta con responsabilità la Fase2, Confindustria e imprenditori muovono all’assalto del Governo all’insegna del “Vogliamo tutto”. E’ una forma di egoismo radicale, camuffato da istanza libertaria, che nel disinteresse delle ricadute sulla salute collettiva, pretende di fare della libertà dei forti di farsi i fatti propri il principio della società che viene.

Preparare il “dopo-virus”

I sacrosanti scioperi nelle fabbriche oggi sono un “segnale di vita”: ci aiutano a immaginare un “dopo-virus” non consegnato a una biopolitica personalizzata e dispotica. Quando tutto questo sarà finito dovremo difenderci dalle scorie che l’emergenza avrà lasciato, e sarà da chi ha mantenuto un’autnomia di risposta che si potrà ricominciare.

Una Repubblica fondata sul profitto?

Il presidente del Consiglio Conte ha scelto, per la gestione dell’emergenza Covid, una modalità molto personalizzata e caratterizzata dall’intreccio di annunci e provvedimenti. Ciò ha consentito interferenze e pressioni: da ultimo quelle di Confindustria che hanno di molto svuotato il preannunciato “chiudiamo tutto”.

Virus – La classe operaia all’inferno

Vorrà pur dire qualcosa se mentre tutti sono costretti a “restare a casa”, gli unici a dover “uscire” sono i lavoratori. Quelli che l’ideologia dominante aveva considerato un residuo del passato e che l’epidemia pone invece al centro della società. Come una cartina al tornasole il virus rivela il necessario rovesciamento di tutte le gerarchie sociali.