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Servizi pubblici locali: il bluff della privatizzazione

Con il decreto attuativo della legge delega sulla concorrenza all’esame delle Commissioni di Camera e Senato si ripropone il rischio di una privatizzazione generalizzata dei servizi pubblici locali. Eppure in tutto il mondo è in atto, da qualche anno, una rimunicipalizzazione dei servizi che si rivela la scelta più conveniente per le amministrazioni locali e promuove servizi pubblici migliori e più democratici.

Un fronte unico contro la destra?

C’è chi parla di un fronte elettorale contro le destre. Forse è possibile, anche se l’accordo Letta-Calenda sembra escluderlo, ma ad alcune condizioni. Che non sia un’innaturale alleanza ma un patto tecnico di desistenza nei collegi uninominali che lasci ferma la concorrenza (e anche lo scontro) nel proporzionale. Con un corollario: che i candidati nei collegi uninominali siano personalità riconosciute, o almeno non divisive.

Quando la concorrenza è contro la Costituzione

L’articolo 6 del disegno di legge sulla concorrenza consente al mercato, cioè ai privati, di estendersi nel settore dei servizi pubblici rendendo marginale il ruolo dei Comuni. Eppure il disegno costituzionale è un altro: quello di assicurare a tutti la fruizione dei diritti fondamentali. Per questo è in atto una campagna per lo stralcio dell’articolo dal disegno di legge