Intellettuali, complicità e dissidenza

Dal 25 al 28 maggio si è svolto il Jerusalem International Writers Festival (noto, in Italia per la professione di sionismo di Erri De Luca). Uno dei suoi ospiti di rilievo avrebbe dovuto essere il premio Nobel J. M. Coetzee, che, peraltro, ha rinunciato con una lettera in cui ha denunciato la responsabilità della comunità intellettuale e artistica israeliana per le atrocità commesse a Gaza e la conseguente necessità di dissociari.

Se Israele occupasse Linosa, che farebbe il Governo?

Immaginiamo che un commando di incursori israeliani sbarchi a Linosa e sequestri 12 pescatori con il pretesto che si preparavano a distribuire il pesce alle folle affamate di Galilea, come aveva fatto 2000 anni fa un agitatore politico. Come reagirebbe il Governo dei nostri “patrioti”? Con il pigolio che ha accompagnato l’abbordaggio di navi battenti bandiera italiana e il sequestro, tra gli altri, di cittadini italiani?

Gaza: piano di pace o complicità nel genocidio?

La Commissione Onu sui territori occupati lo ha ribadito in maniera netta: a Gaza è in corso un genocidio. Non è una novità. Da tempo ci sono, a dimostralo, migliaia di testimonianze, video, fotografie. Ma non per questo è una conclusione superflua. Ora, infatti, è chiaro che tutti gli Stati hanno l’obbligo di concorrere a interrompere quel delitto e che, in caso di mancata adozione delle misure necessarie, sono complici.

Gaza. Chiamare il genocidio con il suo nome

Dobbiamo chiamare genocidio il genocidio. Per onorare i morti: uccisi anche in culla solo perché palestinesi. Nascondere questa terrificante evidenza non è difendere la memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo. Al contrario. Ci siamo detti che se Auschwitz fosse stato sotto gli occhi del mondo, il mondo sarebbe insorto. Oggi accade di nuovo: senza che il mondo insorga e nella complicità dei nostri governi.

Medio Oriente: armi nucleari e altre armi di distruzione di massa tra bugie e realtà

Il bombardamento dei siti nucleari iraniani e l’uccisione intenzionale degli scienziati iraniani impegnati nella ricerca nucleare sono ulteriori passi verso la barbarie. Non solo, ma essi sono “giustificati” da affermazioni false. E ciò mentre nessuno chiede conto a Israele del suo arsenale nucleare, costruito con inganni, bugie e complicità occidentali.

Libia, una benda per non vedere?

​«Noi chiediamo di non alimentare più i carnefici che imprigionano i migranti, le barche che li vanno a ripescare per riportarli nei lager. E chiediamo che le organizzazioni nate per salvare le loro vite non trovino tanti bastoni tra le ruote. Non stiamo chiedendo che il Governo gli salvi la vita. Stiamo chiedendo che il governo non sia complice…».